Reggia di Caserta ed Archivio di Stato,
una nota di Pasquale Iorio

  • 07/01/2018 16:25:22
  • CULTURA

Fino a qualche tempo fa il folkloristico direttore della Reggia di Caserta Mauro Felicori rispondeva in modo piccato a chi lo tirava in ballo in merito alla assurda e scandalosa vicenda dell’Archivio di Stato: “Ed io che c’entro”. Oggi in una lunga intervista su Repubblica, per reagire con foga alle critiche di quelli che lui definisce suoi detrattori, è uscito allo scoperto. Ecco cosa ha dichiarato con la solita enfasi: “E annuncia che presto avrà a disposizione 30mila mq di locali prima occupati dall’aeronautica. Li userò per eventi, in quanto servono soldi per la manutenzione e per i restauri. Chi è contro i matrimoni i matrimoni alla fine è contro la tutela. Lo stato da solo non può fare tutto, dovrebbe essere chiaro a tutti ”(sono parole sue).

E qui casca l’asino, direbbe il saggio. Questa affermazione del Direttore non tiene conto, anzi la contraddice, di una norma prevista dal “PROGETTO DI RIASSEGNAZIONE E DI RESTITUZIONE DEGLI SPAZI DEL COMPLESSO DELLA REGGIA ALLA LORO ESCLUSIVA DESTINAZIONE CULTURALE, EDUCATIVA E MUSEALE AI SENSI DELL’ART. 3, COMMA 1, DEL DECRETO LEGGE 31 MAGGIO 2014, N. 83 - CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, DALLA LEGGE29 LUGLIO 2014, N. 106”. In base a questa norma, da alcuni mesi sono iniziati i lavori di trasloco dei documenti e materiali dalla palazzina alla periferia della città, dove si trova il grosso (più del 95% del materiale archivistico), tra l’altro in condizioni di precarietà, non più accessibili ed usufruibili da studiosi e visitatori – che vi si recano da tutto il mondo per ricerche storiche, ai nuovi spazi della Reggia. Come si osserva nella nota di accompagnamento al suddetto progetto, nel corso degli ultimi decenni il patrimonio documentario dell’Archivio di Stato di Caserta è stato incrementato notevolmente a seguito dei versamenti effettuati, in attuazione della normativa vigente, dalle Amministrazioni periferiche dello Stato della provincia, rendendo necessaria l’individuazione, all’interno dell’edificio della reggia, di nuovi spazi da destinare a deposito.

La nota si conclude in modo chiaro: “Considerato che l’Archivio storico della Real Casa, sul quale l’Archivio di Stato esercita le proprie competenze, è indissolubilmente connesso, al pari della Biblioteca Palatina, al Museo storico della Reggia ed è attualmente allocato al primo piano ammezzato del palazzo, si ritiene opportuno soddisfare le esigenze correlate alla consultazione di tali fondi archivistici (nonché di quelli storicamente correlati al predetto Archivio Storico) assegnando all’Archivio di Stato di Caserta alcuni locali (attualmente - nel 2014 - in consegna all’Aeronautica militare) ubicati nell’angolo sud orientale del piano terreno e del soprastante piano ammezzato, destinando a deposito la parte del piano interrato sottostante (tavole 35, 36 e 37)”. Di questa norma il Direttore Felicori ed i suoi colleghi del Mibact e della Sovrintendenza Campania devono tener conto, in particolare in riferimento ai finanziamenti già stanziati per lavori di manutenzione e di rafforzamento dei locali. Con tutto il rispetto per le dichiarazioni di Felicori, è giunto il momento che gli organi competenti ed i progettisti incaricati diano avvio ai lavori di consolidamento – anche con un funzionale cronoprogramma dei lavori - per poter consentire finalmente la riapertura di tutto l’Archivio, per salvare parti fondamentali della nostra memoria storica, della nostra identità e civiltà.

Di questo parleremo nella prossima riunione del Comitato anche per fare il punto della situazione, a partire dal nuovo progetto sulle “Carte Parlanti”, in via di definizione da parte del Dilbec dell’Unicampania. Inoltre, stiamo valutando anche una iniziativa per ricordare il 50° del Sessantotto in Terra di Lavoro con un convegno ed esposizione di vari documenti contenuti nell’Archivio e nei vari fondi dedicati al movimento operaio e democratico della nostra provincia. Infine, chiameremo alle loro responsabilità anche il Comune e la Provincia, finora assenti e distratti su queste tematiche.

(Pasquale Iorio)

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