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"Spartacus End": quattordici arresti
Operazione della Dia, colpo ai casalesi |
02.07.09 CASERTA - Sono quattrodici le ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, nell’ambito del’inchiesta "Spartacus End", condotta dalla Dia, che ha fatto luce su una serie di omicidi commessi alla fine degli anni 80 dal clan dei Casalesi, nell’ambito nella lotta di potere scatenatasi nel Casertano per la sostituzione del "boss" Antonio Bardellino, a seguito della sua morte.
L’ultimo omicidio "eccellente" che consacrò l’affermazione sul territorio del gruppo Schiavone-Bidognetti, allora emergente, e sul quale la Dia ha fatto ora luce, grazie anche alle dichiarazioni di collaboratori di giustizia, è quello di Vincenzo De Falco, soprannominato "o fuggiasco". Quest’ultimo avrebbe voluto insediarsi al posto di Bardellino, ma il gruppo guidato da Francesco Schiavone, "Sandokan" e da Francesco Bidognetti, "Cicciotto e mezzanotte", lo uccise e si pose definitivamente a capo della camorra casertana. La Dia ha svelato anche i risvolti di un quadruplice omicidio, avvenuto in quegli anni, nei confronti di esponenti della Nuova camorra organizzata, all’epoca guidata da Raffaele Cutolo. L’operazione di stamane chiude definitivamente l’inchiesta «Spartacus» che, negli anni scorsi, portò, in vari scaglioni, all’arresto di circa 800 persone, molte delle quali furono poi condannate in un mega processo.
L'operazione è iniziata all'alba. Le persone contro le quali sono stati emessi i provvedimenti della magistratura sono accusate di numerosi omicidi commessi negli ultimi anni dall’organizzazione camorristica casertana per ottenere il controllo egemonico del territorio. Tra gli esponenti in manette anche il boss Nicola Caterino che guidava, nell'area di Cesa, il clan Caterino-Ferraro
Gli omicidi di cui sono accusati i quindici arrestati vanno dal 1988 al 1991. Il primo è quello di Pasquale Piccolo assassinato secondo l'accusa da Nicola Caterino e Giancarlo Di Sarno a Gaeta in provincia di Latina il 21 luglio del 1988. Il secondo delitto è quello della così detta strage di Casapesenna nella quale rimase ucciso nella notte fra il 17 e 18 dicembre del 1988 Michele Pardea e della quale è acusato Alfredo Zara. Per l'assassinio di Antonio Pagano, Giuseppe Mennillo, Giuseppe Orsi e Giuseppe Gagliardi, avvenuto a Casal di Principe il 22 aprile del 1989 i magistrati hanno accusato Cirpiano D'Alessandro, Mario Schiavone e Giuseppe Diana. Gli altri delitti dei quali sono stati scoperti gli autori risalgono al 1991. Il primo quello di Vincenzo De Falco è avvenuto a Casal di Principe il 2 febbraio e sarebbe stato commesso da Antonio Iovine, o' Ninno, Enrico Martinelli, Giuseppe Diana, Pasquale Vargas, Aniello Bidognetti e Vincenzo Cantiello. Di quello di Liliano Diana, avvenuto sempre a Casal di Principe il 9 marzo sono accusati Giuseppe Diana, Antonio Iovine, Cesare, Augusto e Luigi Bianco.
Assieme ad Antonio Bardellino sarebbe stato eliminato anche il nipote Paride Salzillo (il suo corpo non è stato mai ritrovato). Il fratelo di quest'ultino, Antonio, che era andato via da Casal di Principe per evitare di essere ucciso dopo essere campato alla "strage di Casapesenna" è stato assassinato il 6 marzo di quest'anno a Cancello e Arnone assieme a Clemente Prisco, lontano parente di Raffaele Cutolo.
(Vi.Fa., www.corrieredelmezzogiorno.it)
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