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Policlinico: trasloco o fondi dimezzati
Scade il tempo per il protocollo d’intesa |
01.07.09 Decidere o morire di stenti. Questa la situazione che si prospetta per il vecchio Policlinico, gestito dalla Seconda Università di Napoli, oggetto di una proposta di delocalizzazione partita dall’assessorato regionale alla Sanità con l’intento di razionalizzare la spesa. Decidere subito, soprattutto, perchè scade il tempo massimo per siglare il protocollo d’intesa tra Università e Regione. I rettori della Sun e della Federico II, Francesco Rossi e Guido Trombetti, hanno incontrato in separata sede il governatore Bassolino per discutere appunto, a un giorno dalla scadenza, sui protocolli da sottoscrivere da parte degli Atenei e di Palazzo Santa Lucia. Il presidente Bassolino, secondo fonti informate, avrebbe evidenziato a entrambi i rettori la necessità di ottimizzare i costi, ribadendo a Rossi l’ipotesi di un trasferimento dalla vecchia struttura di piazza Miraglia. Quando si dice ipotesi, bisogna considerare che — al di là dei toni concilianti utlizzati da ambo le parti — si tratta di una scelta quasi obbligata. Rifiutando l’ipotesi di un trasferimento, infatti, il vecchio Policlinico entrerebbe in regime di attività ridotta, percependo di conseguenza una quota di finanziamenti drasticamente ridimensionata. Si parla di 65 milioni di euro, a fronte dei 100 attualmente percepiti, e di una somma poco superiore ai 100 in caso di trasferimento accettato.
I consigli di facoltà di entrambi gli Atenei in seduta permanente. Dibattiti accesi, senza esclusione di colpi, combattuti nelle aule e sui giornali. Analizzando gli articoli del Corriere del Mezzogiorno sul progetto per il Policlinico di Caserta — che un giorno dovrebbe ospitare la sede principale della facoltà di Medicina della Sun — e leggendo la dichiarazione rilasciata al giornale dall’assessore regionale alla Sanità, il rettore Francesco Rossi commenta: "Trovo strano che Santangelo abbia dei dubbi sul fatto che noi vogliamo realmente trasferirci, nonché sulla stessa realizzazione del nuovo Policlinico casertano. La nostra sede definitiva è a Caserta, e su questo non ci sono dubbi. Vorrei poi invitare l’assessore a visitare la struttura per verificare a che punto è l’opera. Dal punto di vista strutturale è quasi completata: siamo alla parte degli impianti".
Ulteriori perplessità erano state espresse da Santangelo sul progetto di un muro d’acqua nebulizzata che, a causa della vicinanza di due cave, dovrebbe riportare la polvere al suolo neutralizzandone l’effetto negativo sulla struttura ospedaliera. "Non sono un tecnico — dice Rossi — ma non lo è neanche Santangelo. Pica Ciamarra, che ha curato il progetto, è uno stimato professionista. Con i suoi colleghi ha fatto rilievi, e ottenuto tutte le autorizzazioni del caso. La nostra disponibilità a spostarci dal centro storico di Napoli è stata più volte ribadita, ma vogliamo una sede unitaria, già ristrutturata, che possa ospitare tutti i 290 posti del polo napoletano. Le altre sedi, come Cappella Cangiani e il Cto, resterebbero tali fino al trasferimento a Caserta. Non mi sembra che questo voglia dire no. Stiamo aspettando una sede definitiva da 29 anni, abbiamo sempre detto sì, però vogliamo una sede dignitosa da 290 posti. Cosa vuol dire che bisogna fare in fretta per ripianare il debito sanitario? I due Policlinici complessivamente incidono sulla spesa sanitaria per il 2,5 %. Anche se noi ci trasferissimo entro il 31 luglio, cosa impossibile, questo non risolverebbe i problemi economici della Campania".
(Stefano Piedimonte, www.corrieredelmezzogiorno.it)
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