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False fatture: truffa per 85 milioni
Arrestati sei imprenditori di Caserta

30.06.09 SALERNO - Fatture false emesse attraverso società che esistevano solo sulla carta: una frode per 85 milioni di euro che ha portato all’arresto di sei imprenditori. È stata denominata «Woody Cash» l’operazione della Guardia di Finanza di Salerno che ha consentito alla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore di emettere sei ordinanze di custodia cautelare - due in carcere e quattro ai domiciliari - per una mega frode fiscale che ha riguardato aziende che operavano nell’indotto dell’ortofrutticolo nel casertano e nell’agro sarnese nocerino. Le indagini avviate nel luglio del 2007 hanno consentito di scoprire la mega truffa e anche di aprire nuovi scenari: come le mire che il clan dei Casalesi avrebbe sull’agro-nocerino sarnese.

I finanzieri della polizia tributaria del comando provinciale di Salerno, diretti dal tenente colonnello Francesco Mazzotta, nel 2007 avviarono le indagini partendo da sospette vincite al superenalotto di uno degli indagati. L’uomo, finito in carcere, da quanto si è appreso nel corso della conferenza stampa svoltasi stamani negli uffici della Procura di Nocera Inferiore, avrebbe vinto oltre un milione e mezzo di euro nel giro di pochi mesi. Le vincite cospicue incuriosirono i finanzieri che avviarono delle meticolose indagini, a conclusione delle quali è stato accertato che buona parte di quei proventi non erano altro che il frutto di false fatturazioni. «Abbiamo scoperto l’involucro, ora dobbiamo capire molto bene i contenuti», ha detto il sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Nocera Inferiore, Roberto Lenza, titolare dell’indagine nella quale sono coinvolti 59 imprenditori, dieci dei quali sono stati destinatari di misura interdittiva dall’attività d’impresa, ed ha portato al sequestro di 15 aziende, assieme ad immobili, conti correnti bancari e quote societarie per complessivi 24 milioni di euro. A finire in carcere un imprenditore di Scafati (Salerno), Francesco Cavallaro titolare dell’industria Ge. Mo. di Angri (Salerno) ed un altro di Aversa (Caserta), Luigi Brusciano, titolare della Sider-Legno con stabilimenti a Casandrino e San Marcellino, ma con sede legale a Napoli.

Ai domiciliari invece è finito il fratello di quest’ultimo Gabriele, i fratelli Gianluca e Giovanni Morvillo di Angri e Franco Caldo di Castelvolturno. Dal giro di fatturazioni, ma soprattutto dalle perquisizioni effettuate gli inquirenti hanno seri sospetti che il clan dei Casalesi volesse mettere le mani anche sul territorio dell’agro sarnese nocerino. «Abbiamo elementi concreti - ha dichiarato il pm Lenza - per pensare che un gruppo riconducibile al clan dei Casalesi avesse intessuto contatti importanti nell’agro sarnese nocerino». Dalle perquisizioni effettuate la notte scorsa i militari hanno acquisito documentazioni importanti per il prosieguo delle indagini. Nel Casertano all’interno di un’abitazione di uno degli indagati è stato ritrovato anche una sorta di caveau controllato da un circuito di telecamere.

(Giorgio Mottola, www.corrieredelmezzogiorno.it)

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