Maddaloni, Foto Boario scontro sui costi
Braccio di ferro fra Comune e Ministero

Maddaloni. La bonifica non decolla. Esplode invece lo scontro, giudiziario e procedurale, sull’attribuzione delle responsabilità dei danni ambientali procurati dall’incendio della discarica dell’ex foro Boario. Ora, per il ministero dell’Ambiente non basta il riconoscimento ufficiale dell’avvenuto disastro ambientale. Riconoscimento, formalizzato dal Comune, che ha pure conferito incarico (all’avvocato Antonio Lamberti) per «intentare tutte le azioni necessarie per la tutela dell’immagine e del decoro della città di Maddaloni danneggiata da un immane disastro ecologico, igienico sanitario, con gravissimi danni anche economici per i rilevantissimi maggiori costi sostenuti per tentare di limitare i disagi e contenere per quanto possibile i rischi di contaminazione ambientale». Troppo poco per il ministero: non basta limitare o contenere i danni. Potrebbe costare cara l’inerzia nell’«avvio delle procedure di rimozione» delle 4500 tonnellate di rifiuti stoccati nella discarica dell’ex foro Boario. Su richiesta documentata di alcuni cittadini, il ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio ha avviato le «procedure di intervento statale». Un intervento che surroga i poteri, fino ad ora non esercitati dal Comune, dalla Regione e del commissario alle bonifiche. Dopo gli esposti-denucia, sull’esposizione prolungata del territorio alle esalazioni di diossine, tocca al ministero avviare d’autorità «un procedimento relativo all’adozione delle misure di precauzione, di prevenzione o di ripristino ambientale» (decreto legislativo 152/2006). Così, la «Direzione generale per la qualità della vita» ha avviato l’istruttoria per la valutazione del danno ambientale procurato. «Visto - spiega Antonio Cuomo del comitato Vivibilità a Maddaloni - che non si riesce, nonostante gli annunci e le buone intenzioni, a porre rimedio alcuno a questo disastro ambientale, è diventato inevitabile un provvedimento d’autorità per porre in essere tutte le misure di tutela della salute dei cittadini di Maddaloni. Sarà paradossale, ma è oggi necessario commissariare il commissariato». Tecnicamente, censiti i rischi, il ministero provvederà «direttamente a circoscrivere il danno». Rammaricato per l’escalation, il sindaco Michele Farina insiste: «Continuiamo sempre a batterci affinché aprano i cantieri per la bonifica e partano i lavori, appaltati dalla Recam per 2 milioni e mezzo di euro, per l’asporto e lo smaltimento di tutte le tipologie di rifiuti sepolti nell’ex-foro Boario». Intanto, il Comune dovrà difendersi, davanti al tribunale di Santa Maria Capua Vetere, dove è in piedi un procedimento per una richiesta di «risarcimento del danno alla salute e del danno per lesione del diritto all’ambiente salubre» in favore di tutti i cittadini trasformati in bersaglio degli inquinanti.

GIUSEPPE MIRETTO - Il Mattino del 25.03.2008 - www.ilmattino.it

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