Pasqua da precario anche per Vanvitelli
Nella Pasqua del 1752 incarico della Reggia

Pasqua 1752. Cade il due aprile. Piacevole sorpresa per Luigi Vanvitelli al quale il marchese Giovanni Fogliani d'Aragona, ministro segretario di Stato di Carlo di Borbone, annuncia che è in arrivo la patente di Primo Architetto e Ingegnere di Sua Maestà per la Reggia di Caserta con lo stipendio annuo di duemila ducati. Provvedimento particolarmente atteso se si pensa che l'incarico per l'impegnativa opera era stato conferito verbalmente l'anno precedente e che la posa della prima pietra era avvenuta il 20 gennaio 1752, in occasione del genetliaco del Re e della festa solenne di San Sebastiano, patrono della città. Luigi Vanvitelli si era tuffato con il più vivo entusiasmo nel nuovo lavoro, senza percepire alcunché. Né si era mai premurato di sollecitare la formalizzazione della nomina anche se, in cuor suo, l'auspicava da un momento all'altro. La sorpresa di Pasqua si affrettò a condividerla immediatamente col fratello don Urbano al quale comunicò la notizia con evidente compiacimento, ripromettendosi che «quando averò avuta la patente et il dispaccio ne renderò raguagliato Monsignor Costanzo, a cui portando i miei umili ossequi gli lo paleserete». Il prelato, amico di don Urbano, era stata parte molto attiva nel conferimento dell'incarico a Luigi Vanvitelli da parte di Carlo di Borbone, tanto vicino alla Chiesa cattolica. Ci volle un mese, poi, affinché la sorpresa pasquale prendesse corpo. Il due maggio successivo, infatti, il marchese Fogliari, alla presenza dell'Intendente alla fabbrica di Caserta Lorenzo Maria Neroni, consegnò la patente a Luigi Vanvitelli nella reggia di Portici dove presentò il suo progetto per il possente acquedotto che avrebbe dovuto alimentare i giochi d'acqua delle «reali delizie» con una portata di mille e trecento once, condotto lungo un percorso di 24 chilometri. «Averà da passare una valle vicino Matalona, nella quale vi farà bisogno inalzare almeno 200 palmi di acquedotto, in piccolo tratto però, il quale dovrà essere come qui esprimo; figuratevi il ponte di Civita Castellana, due volte più lungo». Per mera curiosità storico-contabile va annotato che il dispaccio relativo alla nomina di Primo Architetto e Ingegnere (la differenziazione delle professioni avverrà soltanto duecento anni dopo) contemplava anche l'acconto sulle spettanze maturate a far data dal novembre 1751 a tutto aprile 1752, quale rimborso di due trimestri. Il dispaccio era datato 26 aprile. Quando si dice la burocrazia! I tempi cambiano ma certi ritmi restano sempre costanti.

Alberto Zaza d Aulisio - Il Mattino del 23.03.2008 - www.ilmattino.it

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