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Diossina, le decisioni alla Procura
Conclusi i controlli dei carabinieri |
Con l’ispezione di cinque allevamenti e un caseificio «sospetti» e il sequestro di un quantitativo di latte mal conservato (era fuori dalle celle frigorifere), sono terminati ieri i controlli dei carabinieri del Noe e del Nas nelle aziende bufaline della provincia di Caserta. Ora, dopo la breve pausa pasquale, già martedì i militari invieranno l’informativa alla Procura napoletana che deciderà quali provvedimenti emettere. Le aziende controllate ieri fanno parte del lotto delle 108 (79 allevamenti e 29 caseifici) già sottoposte a sequestro preventivo su indicazione dell’Asl Caserta 2 nelle ultime settimane per la presenza, nel latte prodotto, di diossina in limiti superiori alla legge; per 12 aziende però è scattato giovedì il dissequestro perché le controanalisi avevano dato esito negativo. I pm dovranno quindi decidere se trasformare la misura in atto in sequestro penale e per questo dovranno attendere le controanalisi sui campioni di latte prelevati in tutte le aziende, risultati che arriveranno verso la fine della prossima settimana: ma decisiva sarà anche la relazione dei carabinieri i cui controlli, anche ieri, hanno mirato ad accertare il rispetto da parte delle aziende delle prescrizioni dettate dalle Asl sulla conservazione del latte prodotto quotidianamente; obblighi che mirano a evitare che i 67 allevamenti e i 29 caseifici, dopo il sequestro preventivo, e in attesa dei risultati definitivi delle analisi sui campioni sospetti, possano rimettere in circolo il prodotto, vendendolo (nel caso degli allevamenti) o utilizzandolo per la trasformazione (i caseifici). Ecco quindi la prescrizione di distruggerlo o congelarlo. Gli investigatori hanno mantenuto uno stretto riserbo sulle ispezioni lamentando però la scarsa collaborazione dei titolari delle aziende controllate. Ieri intanto, un’altra tegola si è abbattuta su 12 allevamenti del litorale domizio ubicati nel territorio del comune di Castelvolturno che in totale allevano mille bufale: il sindaco Francesco Nuzzo ha firmato infatti le ordinanze che inibiscono alle aziende la vendita di latte ratificando in pratica la misura già notificata dall’Asl Ce2. Un atto dovuto quello del sindaco castellano. Nei prossimi giorni inoltre, l’attività degli investigatori si incentrerà sui riscontri di carattere amministrativo per accertare le eventuali responsabilità di chi avrebbe dovuto controllare e ha omesso di farlo. Vi saranno impegnati almeno venti uomini del Noe di Napoli più altri che giungeranno di rinforzo da Roma. Sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori l’attività di Asl, Comuni e Regione. Proprio l’Asl Caserta 2 interviene sulla questione con una nota nella quale chiarisce di aver effettuato in 90 caseifici nel 2007, tra ottobre e dicembre, 127 campionamenti su 150 effettuati in tutta la Regione. «Tali campioni - si legge nella nota - così come normativamente previsto, furono inviati tempestivamente all’Istituto Zooprofilattico di Portici per le analisi tossicologiche. Solo in data 3 marzo 2008 pervennero i risultati, ma di solo 42 campioni su 127». Di questi, fa sapere l’Asl, sedici sono risultati positivi alla diossina. Si tratta, si legge sempre nella nota dell’azienda sanitaria, di campioni provenienti da alcuni caseifici; otto sono stati prelevati in imprese del comprensorio di Aversa, cinque in quello di San Marcellino, in pratica i due territori dove i tecnici Asl hanno riscontrato il maggior numero di violazioni. L’azienda accusa poi i singoli comuni di ratificare con troppa lentezza i sequestri preventivi delle aziende bufaline, sebbene tali provvedimenti siano già stati notificati.
ANTONIO PISANI - Il Mattino del 22.03.2008 - www.ilmattino.it
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