Diossina, effettuati nuovi sequestri
Posti i sigilli a 58 allevamenti

Sono 58 gli allevamenti sequestrati nelle ultime due settimane in seguito ai controlli eseguiti dalle Asl e dalla rete ispettiva della Regione Campania. Come anticipato nei giorni scorsi dal Mattino, a essere finite nelle maglie del sistema di controllo disposto da Regione e Istituto zooprofilattico, sono alcune partite di latte (rintracciato in alcuni allevamenti dell’area di Marcianise e, principalmente, nella zona di Cancello Arnone e Villa Literno) risultato non a norma con i valori massimi consentiti di concentrazione di diossina. Secondo quanto confermato al Consorzio di tutela mozzarella di bufala campana Dop dalla Direzione regionale per i Servizi veterinari, «non sussistono nel territorio della regione Campania sequestri di caseifici per eccesso di diossine in latte e/o prodotti caseari. Si ha invece conferma del blocco dei conferimenti di latte, provenienti da 58 allevamenti, 28 dei quali già in essere da alcuni giorni. I nuovi provvedimenti di sequestro di allevamenti sono pertanto 30. Tali provvedimenti cautelari - precisa la nota - per altro, scaturiscono dall’analisi del latte di massa, e pertanto si stima che dopo le controanalisi non oltre il 20 per cento degli allevamenti vedrà confermarsi l’esito delle analisi di prima istanza e il relativo ordine di sequestro». Il Consorzio ricorda come nell’area Dop siano situati 1900 allevamenti certificati e 131 caseifici dediti alla produzione di mozzarella di bufala campana Dop. Insomma, un momento particolarmente delicato per il comparto attanagliato dal problema diossina, da quello legato alla brucellosi (sono 7 mila sinora gli animali infetti interessati da ordinanze di abbattimento), dall’emergenza rifiuti che ha determinato una flessione complessiva delle vendite del prodotto e un ingente surplus di latte rimasto invenduto per mancanza di richieste da parte delle aziende di trasformazione. Tanto è bastato perché ieri l’assessore regionale alla sanità Angelo Montemarano organizzasse un’intera giornata di studio e approfondimento sul tema recandosi personalmente nel Casertano. Nell’agenda di Montemarano incontri con Franco Bottino (Asl Ce 1), Tommaso De Simone (Coldiretti), Franco Consalvo e Vincenzo Oliviero (rispettivamente presidente e direttore del Consorzio di tutela), Raffaele Garofalo (Anasb), Antonio Limone e Giuseppe Iovane (commissario e direttore dell’Istituto zooprofilattico): «La Regione sta dando le garanzie richieste dall’Europa sia attraverso il piano di eradicamento della brucellosi, sia attraverso l’avvio di controlli che servono a eliminare dal mercato i prodotti inquinati - assicura Montemarano - Il percorso avviato non ha alternative praticabili e le istituzioni da sole non bastano: del resto, solo una piccola parte della nostra regione, appena il 10 per cento, è risultata contaminata. Il 90 per cento della Campania è, quindi, indenne. Le percentuali di diossina sono racchiuse fra il 6,7 ed il 6,9 rispetto al massimo consentito che è di 6, fra diossina e diossinesimili». Secondo Montemarano «dobbiamo organizzare una controcomunicazione efficace, in grado di rovesciare certi luoghi comuni costruiti ad arte. A tutti è noto che nelle aree con intensi insediamenti industriali l’inquinamento da diossina viaggia fra il 15 e il 20 per cento, una soglia di circa 4 volte superiore a quella registrata in Campania e della quale nessuno parla - conclude l’assessore regionale alla sanità - La mia affermazione nasce dalla consapevolezza che noi la nostra parte la stiamo facendo, pagando un prezzo alto. Io sono convinto che, se anche occorrerà stringere i denti, supereremo questo brutto momento». Il caso è stato affrontato anche ieri con l’assessore regionale alle attività produttive Andrea Cozzolino e, mercoledì scorso, con il ministro per le Politiche agricole Paolo De Castro: sul terreno principalmente il nodo delle risorse per gli indennizzi.

LORENZO CALÒ - Il Mattino del 15.03.2008 - www.ilmattino.it

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