Aste fallimentari, minacciato il giudice
Lettera anonima sulla sua scrivania

21.11.08 Una minaccia esplicita ed inquietante, per nulla velata, frutto – probabilmente – di un «astio» nei confronti di chi applica la legge che, a volte, può sembrare addirittura inumana. Potrebbe essere questo il «profilo» dell’autore (o degli autori) di un «messaggio» di assoluta gravità trovato l’altro giorno nel suo ufficio, da una donna magistrato del tribunale civile di Santa Maria Capua Vetere che si occupa delle esecuzioni immobiliari. Un episodio grave che ha spinto il giudice a presentare una articolata denuncia sulla quale indaga la polizia giudiziaria della Procura sammaritana che poi trasmetterà gli atti a quella di Roma competente territorialmente. La notizia delle minacce al magistrato (il biglietto sarebbe stato trovato mercoledì scorso) ha fatto subito il giro degli uffici giudiziari scuotendo personale e mondo dell’avvocatura. Poche righe, dagli esigui particolari che si apprendono, dove l’anonimo (o gli anonimi estensori) fa capire di essersi bene informato sulla vita privata della donna che proviene da una città non campana, con riferimenti strettamente personali e familiari. Diversi gli attestati di solidarietà ricevuti dal giudice dai colleghi: il caso sarà anche al centro di un’assemblea indetta per il 27 novembre prossimo dalla locale sottosezione dell’Associazione Nazionale Magistrati presieduta da Carlo Fucci il quale ha invitato, per l’occasione, i rappresentanti del personale degli uffici giudiziari, quelli dell’avvocatura e dei professionisti (commercialisti, consulenti etc.) che frequentano l’ufficio delle esecuzioni. La sezione, delicata quanto quella fallimentare, si occupa dei pignoramenti di beni ipotecati che successivamente vengono messi all’asta: udienze infuocate, a volte, tenute dal giudice alla presenza delle forze dell’ordine. Procedimenti che spesso riguardano interi fabbricati pignorati, realizzati sotto forma di cooperative, con vittime gli stessi acquirenti che, se ci riescono, sono costretti a ricomparsi la casa all’asta. Ma anche casi giudiziari con sfumature diverse e utenze poco trasparenti. Un ambito della giustizia civile delicato e a rischio quanto quella penale (vedi la minaccia con autobomba a piazza Falcone e Borsellino, o il furto di un’autovettura blindata avvenuto qualche anno fa all’esterno del carcere) che ha messo ancora una volta in luce l’esiguità della sicurezza nella palazzina condominiale (in affitto) di via Santagata. Negli uffici giudiziari civili, dalla loro inaugurazione, è successo praticamente di tutto: furti e alla luce del giorno (portafogli e carte di credito sparite dalle borse di impiegate ed anche di giudici), raid notturni con danneggiamenti di suppellettili, sparizioni fascicoli, allagamenti, sparizione di computer di magistrati e così via. Il grave episodio accaduto al magistrato donna, è già stato segnalato alla Prefettura dalla stessa Associazione magistrati mentre al termine dell’assemblea di giovedi prossimo verrà redatto un documento che sarà inviato agli organi competenti. (Biagio Salvati, www.ilmattino.it)


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