21.11.08 Caserta - Ancora un affondo del capogruppo di An-Pdl Giorgio Magliocca nei confronti del'amministrazione provinciale di Caserta guidata da Sandro De Franciscis. "Legalità e rispetto delle regole: solo a chiacchiere". Questo è il duro giudizio espresso dall'esponente dell'opposizione che spiega: "Nonostante il comma 18 dell'articolo 3 dell'ultima Finanziaria sancisca l'obbligo per le pubbliche amministrazioni di diffondere sul proprio sito internet istituzionale l'elenco completo delle consulenze e di tutti gli incarichi esterni che, tra l'altro, diventano efficaci solo a decorrere dalla data di pubblicazione del nominativo del consulente, dell'oggetto dell'incarico e del relativo compenso, la Provincia di Caserta ha adempiuto solo assai parzialmente a tale obbligo di legge".
IL CASO - Non solo perché tali nominativi sono rimasti sul sito solo per pochi giorni; ma anche e soprattutto perché dalla pubblicazione sono rimasti esclusi decine di collaboratori esterni operanti praticamente in tutti gli assessorati ed in numero particolarmente cospicuo nella presidenza. "Eppure – continua Magliocca - un altro comma dello stesso articolo della Finanziara (comma 54 dell'articolo 3) ha inasprito radicalmente le sanzioni per gli enti inadempienti, stabilendo che in caso di omessa pubblicazione la liquidazione del corrispettivo per gli incarichi di collaborazione o consulenze costituisce illecito disciplinare e determina responsabilità erariale del dirigente preposto".
ULTERIORE AMMORTIZZATORE SOCIALE? - Per dimostrare l'inadempimento della Provincia di Caserta basta visionare l'Anagrafe delle prestazioni esterni delle Pubbliche amministrazioni nel quale risultano solo gli incarichi di consulenza assegnati dagli assessorati alle Attività produttive e al Lavoro: 17 in totale, per quasi 560mila euro di spesa. "La riflessione da fare - aggiunge Magliocca - è non solo sulla spesa enorme che l'ente ha effettuato negli ultimi anni per servirsi di collaborazioni esterne, ma soprattutto sul fatto che l'ente di Corso Trieste pur avendo a disposizione più di 500 dipendenti, gran parte di essi altamente qualificati, ha preferito far ricorso agli incarichi esterni istituendo di fatto un'altra forma di ammortizzatore sociale per i vari clienti politici".
(www.interno18.it)