Bloccate le tre centraline anti smog
Slitta l'installazione in attesa di collaudo

17.11.08 Caserta - Slitta nuovamente l'installazione delle tre centraline di monitoraggio ambientale del Comune di Caserta. Le apparecchiature, attese da settembre, sarebbero ancora ferme al palo in attesa del collaudo ad opera delle ditte specializzate. Una delle tre, quella prevista nella villetta comunale di San Clemente, potrebbe essere attivata nella giornata di mercoledì. Per le altre due - da posizionare rispettivamente nei cortili della scuola elementare «Vanvitelli» al Parco degli Aranci e nel secondo tratto di viale Lincoln - i cittadini potrebbero dover attendere il prossimo mese di dicembre. Si tratta in tutti e tre i casi di centraline per il rilevamento delle Pm 10 e delle Pm 2,5, polveri sottili considerate estremamente pericolose per la salute del cittadino e che vengono rilasciate in atmosfera non soltanto dall'attività di cave e cementifici ma anche dai gas di scarico delle automobili. I tre strumenti, del valore complessivo di cinquecentomila euro, da finanziare con fondi Urban e frutto di un progetto sperimentale redatto dalla facoltà di Scienze ambientali della Seconda Università degli Studi di Napoli, andrebbero ad aggiungersi agli impianti dell'Arpac già presenti sul territorio. Quattro quelli già attivi da qualche anno in corso Giannone, via Settembrini e nella frazione di Centurano in corrispondenza delle scuole, ai quali circa un mese fa è stato affiancato un quinto apparecchio posizionato in via Roma nei cortili della scuola elementare Lombardo Radice. Una centralina che tuttavia è entrata in funzione soltanto tre giorni fa. Si attende intanto il via libera alla realizzazione del centro di documentazione ambientale per il monitoraggio e l'abbattimento degli agenti inquinanti. Un progetto particolarmente ambizioso inserito nel piano triennale delle opere pubbliche che costerebbe all'Ente quasi trecentomila euro e dove dovrebbero convergere tutti i dati registrati dalle centraline posizionate sul territorio. Dati che, assicurano dall'ufficio tecnico di Palazzo Castropignano, saranno pubblicati anche sul sito del Comune di Caserta per consentire ai cittadini di prendere visione del livello di inquinamento atmosferico che grava sulla città. Dalle percentuali diffuse dall'Arpac emerge infatti che nel capoluogo il livello delle Pm10 consentito dalla legge è stato superato dall'inizio dell'anno ben 81 volte, più del doppio del tetto massimo consentito che equivale invece a 35 volte nell'arco di un anno civile. A preoccupare sono però anche i valori di biossido di azoto, ossido di carbonio e ozono che raggiungono sistematicamente dei picchi in corrispondenza delle ore di punta in concomitanza cioè con l'apertura e la chiusura di scuole e uffici quando si registra anche una massiccia presenza di traffico nelle strade del centro. Per far fronte al fenomeno l'amministrazione comunale ha messo in campo, negli anni passati, una serie di iniziative che tuttavia non hanno fatto registrare grossi passi in avanti. Tra questi la stesura di un asfalto innovativo in grado di assorbire, si disse all'epoca, le particelle nocive derivanti dalle polveri sottili ma anche particolari dispositivi di traffico per ridurre il transito dei veicoli in movimento. In attesa dell'adozione di nuovi accorgimenti che siano in grado di risolvere definitivamente l'annoso problema continua la battaglia degli ambientalisti e delle associazioni contro le quattro ruote e a favore delle biciclette, l'unico veicolo, sostengono, davvero rispettoso del territorio. (Daniela Volpecina, www.ilmattino.it)


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