Piano del Pdl per i trasporti casertani
Verifica e modifica organico dei dipendenti

16.11.08 Caserta - L’Acms, l’azienda di mobilità casertana di cui la Provincia ha la maggioranza, è ormai lo spettro di se stessa. La gara europea proposta dall’ente di Corso Trieste, dopo un anno, si è risolta in un nulla di fatto. E allora il Pdl, alla «vigilia dell’ennesima elargizione inutile di soldi a fondo perduto da parte del presidente De Franciscis», mette in campo un piano di rilancio. «Abbiamo consultato degli esperti - dice Giorgio Magliocca, capogruppo di An - il salvataggio dell’Acms è possibile, si può ancora assicurare un servizio di trasporto ai casertani e salvaguardare il lavoro di circa 550 dipendenti. Ma la maggioranza di centrosinistra deve mettere da parte la cieca arroganza che l’ha portata ad un ulteriore inutile sperpero di soldi negli ultimi anni e rimboccarsi le maniche. Non diciamo che questa debba essere per forza la soluzione giusta, siamo pronti a discuterne, ma senz’altro è la prima e unica soluzione prospettata da quando De Franciscis è stato eletto presidente». Il piano Pdl parte dall’analisi dello sfascio attuale: 25 milioni di euro di passività consolidate, di cui circa 14 milioni per crediti vantati dall’Inps. Una perdita di esercizio di circa 600mila euro al mese pari a sette milioni all’anno, circa 75 mezzi in esercizio, ma solo un terzo delle linee coperte. «Faccio un esempio pratico - dice Magliocca - la linea Capua-Pignataro è una di quella per cui la Provincia prende soldi dalla Regione, ma quella linea non viene affatto coperta. Soldi in cambio di un servizio che non c’è, presenteremo un esposto alla Procura su questo e altri casi per verificare se ci sono gli estremi della truffa». Il piano di rilancio del Pdl è stato presentato oltre che da Magliocca, dal capogruppo di Fi Michele Griffo, dall’indipendente Gerardo Trombetta, dall’Udc Francesco Pagano e dal consigliere regionale di An, Angelo Polverino. Il concetto di fondo è che per «salvare e rilanciare l’Acms è necessario non solo ricapitalizzare l’azienda per eliminare le passività pregresse, ma anche portarla ”in bonis” eliminando le perdite di esercizio». Secondo il Pdl la Provincia deve ricapitalizzare con 25+5 milioni di euro e acquistare tutte le azioni dei Comuni in maniera da essere unico azionista pubblico dell’azienda. La ricapitalizzazione può essere finanziata in tre anni con l’avanzo di amministrazione di 24 milioni di euro della Provincia (18 già in cassa) e con i dieci milioni di crediti che la Provincia vanta nei confronti dei Comuni soci. L’eliminazione delle perdite di esercizio potrebbe avvenire, secondo il piano del centrodestra, con il prepensionamento di 80 dipendenti (finanziato con tre milioni di ricapitalizzazione) e l’assunzione presso la Provincia di altri 80 dipendenti. I due provvedimenti porterebbero ad un’economia totale di esercizio di circa 640mila euro al mese. Quindi la razionalizzazione delle spese (manutenzione con risorse interne risparmiando gli attuali 35mila euro al mese di affidamenti esterni) ed eliminazione degli incarichi ad avvocati esterni per circa 10mila euro al mese (l’Acms ha due avvocati in organico). Infine il Pdl propone un piano per riqualificare e aggiornare il personale. Solo dopo avere fatto tutto questo, secondo il Pdl, si «andrà alla seconda fase con un privatizzazione del 49 per cento delle azioni che dovrà consentire l’acquisto di 200 nuovi mezzi con cui coprire realmente tutte le linee della provincia». «La preoccupazione - ha concluso Magliocca - è che l’attuale governo provinciale non abbia idee per poter garantire tali risultati. Gli stessi prestiti tampone (nove milioni di euro di cui solo sei corrisposti) ne sono la riprova». (Claudio Coluzzi, www.ilmattino.it)


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