Sensibilizzazione contro il razzismo
4-5-6 ottobre per le strade di Caserta
28.9.08 Per una nuova stagione di diritti e dignità dei migranti e rifugiati in Italia.
Dicono che l’afflusso di clandestini è un’emergenza nazionale.
Noi diciamo che il governo ha invocato lo stato di eccezione senza giustificata ragione per nascondere l’incapacità di rispondere alle difficoltà economiche e sociali di milioni di famiglie.
Dicono che c’è un problema di sicurezza. I lavoratori ne sanno qualcosa di insicurezza. E non solo per i continui infortuni sul lavoro: mai come in questo momento il reddito è incerto, la casa è un privilegio, il posto di lavoro insicuro, i diritti conquistati sono messi in dubbio.
Dicono che i clandestini sono il problema. Noi diciamo che le condizioni di lavoro diventano sempre più dure e che far dipendere il permesso di soggiorno dal contratto di lavoro è un ricatto. Tutti i lavoratori oggi sono trattati come clandestini, visto il silenzio che circonda la loro condizione di precarietà. Per questo vogliamo costruire un patto di solidarietà per rilanciare i diritti di tutti/e e perché la vera emergenza è quella democratica.
Dicono che gli immigrati e persino i rifugiati, entrando in Italia senza alcun documento, hanno commesso un reato e che chi è senza un permesso di soggiorno deve essere considerato come un criminale. Quale sarebbe il corpo del reato di chi rischia la vita per entrare in Italia? Che ne sarà di tutti gli immigrati che lavorano e vivono in Italia ma che a causa di un sistema legislativo ipocrita non possono regolarizzare la loro posizione?
Noi sappiamo che gli aspetti perversi e repressivi della normativa in vigore inaspriti dal pacchetto sicurezza faciliteranno l’economia sommersa e renderanno più difficile a chi è già regolare mantenere i diritti acquisiti. Noi diciamo che è un dovere proteggere i richiedenti asilo che fuggono da conflitti e persecuzioni. Noi sappiamo che nessuno potrà fermare uomini, donne e bambini in fuga e che senza attivare canali di ingresso regolari, l’introduzione di un permesso di soggiorno per ricerca di lavoro, senza dare la possibilità al datore di lavoro di regolarizzare il suo lavoratore (dalle colf e badanti a tutti i lavoratori subordinati e autonomi), i lavoratori immigrati saranno sempre più invisibili pur continuando a far arrivare sulle nostre tavole frutta e verdura, ad accudire i nostri cari, a costruire palazzi e infrastrutture, a fare le pulizie, a lavorare nei pubblici esercizi. Dunque negare il permesso di soggiorno ai lavoratori immigrati è un proibizionismo che aiuta a sfruttare uomini e donne, aumentando la precarietà di tutti.
Noi diciamo che è criminale chi vuole l’irregolarità per poter sfruttare meglio la manodopera immigrata e per abbassare i salari degli italiani.. Noi diciamo che è ipocrita chi da un lato etichetta un immigrato come criminale e dall’altro fa campagna acquisti per reperire braccia a buon mercato.
Dicono che la famiglia è un valore sacrosanto ma il Governo vuole limitare fortemente il ricongiungimento familiare rendendo donne, bambini e uomini più soli.
Dicono che le nostre città sono in grave pericolo e che il pericolo proverrebbe dagli immigrati.
Ma non sentiamo la stessa tensione per combattere i poteri criminali, i crimini ambientali, il disagio e la povertà …non sentiamo la stessa tensione per combattere queste ingiustizie.
Noi non vogliamo guardare solo le braccia degli uomini che producono, ci piace provare a guardare gli altri negli occhi per provare a costruire città vivibili, pulite, accoglienti, dove i legami sociali e le relazioni solidali rendano le persone più sicure.
C’è una bruttissima aria in giro. Non permettiamo a nessuno di speculare sulle nostre paure. Nessuna carica politica dovrebbe mai giustificare la violenza come risposta alla paura perché questa risposta genera una regressione culturale, sociale e civile che prima o poi coinvolge tutti i cittadini.
Ci mobiliteremo Contro tutti i razzismi e TUTTE LE CAMORRE ed il pacchetto sicurezza per:
1. Una regolarizzazione dei migranti che loro malgrado sono ancora irregolari e che di fatto da anni vivono e lavorano in Italia senza alcun riconoscimento. Basta stragi nei mari: è ora di prevedere canali di ingresso regolari (senza la farsa del decreto flussi) e permessi di soggiorno per ricerca di lavoro;
2. Il ritiro del “pacchetto sicurezza”(reato di ingresso illegale, 18 mesi di permanenza nei centri di Identificazione ed Espulsione, limitazioni al ricongiungimento familiare, esame del DNA per accertare la parentela, gravissime restrizioni sul diritto di asilo etc);
3. Garantire il diritto di asilo e di accoglienza. Per l’applicazione delle innovazioni introdotte dal decreto procedure e qualifiche in recepimento delle direttive europee;
4. Per la chiusura dei C.P.T! E’ scandaloso sperperare danaro pubblico per militarizzare mari, coste e città al fine di detenere persone che non hanno commesso alcun reato!
Le tasse dei cittadini devono essere investite per costruire città accoglienti e politiche di integrazione unico mezzo per avere città sicure!
5. L’introduzione del diritto di voto;
6. Il rafforzamento dei ricongiungimenti familiari e la possibilità che i bambini nati in Italia ottengano la cittadinanza.
Per questo il movimento dei migranti, dei rifugiati e degli antirazzisti intende riprendere con forza la parola attraverso una serie di campagne e percorsi di riappropriazione dei diritti di cittadinanza, affinché i nostri bisogni concreti siano posti al centro dell’attività legislativa. Lanciamo un patto per costruire legami di solidarietà, perché i diritti sono l’unico strumento per combattere l’insicurezza.
4 OTTOBRE CORTEO ANTIRAZZISTA per le strade di Caserta.
Al termine del corteo azioni di lotta e visibilità delle comunità dei migranti e degli antirazzisti.
5 OTTOBRE Piazza Vanvitelli Ce dalle ore 18.00 Proiezioni/Animazione/“Live contro il Razzismo”con la partecipazione di Pietro Condorelli e la Piccola Orchestra di Piazza Vittorio/ Talk Show con giornalisti di rilievo nazionale;
6 OTTOBRE la mobilitazione continua con il confronto con le Istituzioni locali e nazionali.
Comitato promotore della Campagna antirazzista:
Movimento dei migranti e dei rifugiati di Caserta – C.S.A.“Ex-Canapificio” – Ta.Co.Ci.Su. Casa Rut – Caritas Diocesana di Caserta -Padri Sacramentini - Tenda di Abramo – Ass.ne culturale Movimentazione –Nero e Non solo !-CIDIS onlus -ARCI - Opera Nomadi (Ce) L’ORCHESTRA di PIAZZA VITTORIO – DACIA MARAINI - MASSIMO RANIERI – PIETRO CONDORELLI – GIOBBE COVATTA- IL COMUNE DI NAPOLI- Padre Alex Zanotelli-Fausto Pellegrini (giornalista Rai news 24)- Legambiente Ce–Laboratorio Sociale Millepiani –Centro Sociale Spartaco (S.M.C.V) -CGIL immigrazione Campania- CGIL Camera del Lavoro di Ce - Amani Caserta –- Coordinamento Campano Anticamorra "G.Franciosi"-Ass.ne ZERNO- S.D.L. -Sinistra Critica Campania–ACLI prov.le di Ce-Ass.ne Ingrid Noguera per il comm.cio equo e solidale- Centro Italiano Democratico Insegnanti- Ass.ne Melagrana onlus- Scuola di Pace Don Peppe Diana (Casal di Principe) - Azione Cattolica Ce – Ass.ne “La Zattera”- Don Vitaliano Della Sala - Missionari Comboniani di Castel Volturno - Ass.re Adriana D’Amico– Radio Vostock – Movimento Disoccupati Cobas di Cava dei Tirreni (SA) –La. SKA (Na)- Collettivo No Border (Na)-Ass.re Enrico Milani – Assemblea Nazionale delle RETI ANTIRAZZISTE – RDB CUB Immigrazione – ATTAC (Na) – Collettivo Femminista “Degeneri”- Collettivo Queer Tiresi@ - Don Giorgio Quici - Don Antonello Giannotti – Don Michele Cicchella – Don Oreste Farina – Don Stefano Giaquinto- Laboratorio Occupato Insurgencia- Collettivo Universitario Orientale Agitata/ UNIRIOT Napoli/ Collettivi Autonomi studenteschi/Collettivo femminista Pachamama/ C.A.N.NA/Colettivo Antiproibizionismo Napoletano/Ass.ne Ya Basta Napoli/Alternative Visuali-
contatti: csaexcanapificio@libero 0823/216332 (Referente Mimma D’Amico 333/4752396)
Al Presidente della Repubblica
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Ministro dell’Interno
Al Capo della Polizia
Al Capo Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione del Ministero dell’Interno
Al Presidente della Commissione Nazionale per il Diritto d’asilo
Ai Presidenti delle Commissioni “Affari Costituzionali” di Camera e Senato
e a tutti i parlamentari componenti le suddette Commissioni
Al Prefetto di Caserta
Al Questore di Caserta
Alla Presidente della Commissione Territoriale per il riconoscimento della Protezione Internazionale di Caserta
Al Presidente della Provincia di Caserta
Al Sindaco della città di Caserta
Milioni di persone nel mondo per ragioni legate alla guerra, ai conflitti, a persecuzioni di ogni sorta, discriminazioni, povertà, lasciano la propria terra d’origine per cercare rifugio in un paese che da una parte possa garantire loro protezione e dall’altra possa offrire una concreta possibilità di riscatto, reinserimento lavorativo, reinserimento sociale ed “umano”.
Si sprecano centinaia di miglia di fogli di carta e di immagini televisive per raccontare tutto ciò, ma un vero e proprio corto circuito nasce allorquando si vanno a cercare le ragioni delle enormi disuguaglianze che generano i movimenti di cui sopra e quando si tenta di porre dei rimedi.
Un corto circuito probabilmente dovuto non tanto alla incapacità di cogliere le ragioni più profonde ma probabilmente all’ipocrisia e alla demagogia di arrivare ad ammettere che questo planetario sistema di produzione, sviluppo e distribuzione non è adatto alla soddisfazione dell’intero fabbisogno umano. O meglio, che è proprio questo sistema che necessita delle disuguaglianze mondiali per riprodursi.
Entrando nel merito delle iniziative del Governo e del Parlamento non possiamo che, innanzitutto, esprimere profonda preoccupazione per le proposte di iniziative legislative del governo italiano in materia di asilo e immigrazione. Infatti le novelle contenute nella L. 125/08 (conversione del più noto decreto legge 92/2008 - Pacchetto Sicurezza -), nel Ddl 733 (Senato) e nelle proposte di modifica dei decreti legislativi in materia di ricongiungimenti familiari e di asilo ci preoccupano e non poco.
In particolare:
a) La legge 125/08 contiene l’aspetto dell’aggravante per i reati commessi dai cittadini stranieri irregolari. Tale norma assolutamente incostituzionale oltre che contraria ad ogni logica di giustizia morale dovrebbe condannare ad una pena maggiore una persona piuttosto che un’altra per la semplice ed unica ragione di non avere un documento valido per soggiornare in questo paese. Il secondo aspetto grave del decreto prevede notevoli sanzioni penali per chi concede in fitto un’abitazione ad un immigrato senza permesso di soggiorno fino alla confisca dell’immobile. Quando si predispone una norma si dovrebbe pensare agli effetti che essa produce nella società. Se tali effetti fossero unicamente di condanna (anche pesante e proporzionata ai casi) per chi sfrutta la situazione di irregolarità degli stranieri fittando stanze a cifre esorbitanti saremmo ovviamente d’accordo. Purtroppo la realtà che viene a galla in questi giorni dalle dichiarazioni che sia stranieri che italiani ci riportano ai nostri sportelli operanti sui territori è ben diversa. Tale provvedimento di legge infatti sta purtroppo generando nella realtà un ulteriore disincentivo da parte dei proprietari di casa italiani a fittare appartamenti ad immigrati (anche se in perfetta regola con il permesso di soggiorno). E’ infatti ancora una volta la paura a prendere il sopravvento su tutto il resto;
b) Il Ddl n. 733 in discussione in Commissione al Senato prevede un’aberrazione giuridica ed umana. L’eventuale e mai augurabile introduzione di una qualsiasi forma di reato di clandestinità sarebbe un fatto pericoloso, contrario ad ogni morale, incostituzionale, inefficace e demagogico. Sarebbe a dire che commette un reato chiunque entra in Italia senza un regolare visto o altro titolo. Un fatto di rilevanza amministrativa che diviene per magia fatto penale. Demagogico ed inefficace perché vorrebbe stare a significare che tutti coloro che sbarcano in Sicilia piuttosto che attraversano la frontiera del nord-est Italia debbano essere immediatamente arrestati, condannati e visto che nella maggior parte dei casi sono inespellibili perché privi di documenti di identità nazionale, tradotti in carcere. Quanti carceri dovremmo costruire in Italia nei prossimi anni per far fronte a questo problema? Con quali costi? E con quali risultati visto che una volta decorso il termine della carcerazione (scontata la pena) le persone ancora ovviamente prive dei documenti sarebbero messe tutte in libertà. E intanto l’immigrato che potrebbe offrire manodopera all’Italia che fine farebbe? E la badante o colf tanto reclamata dalle famiglie italiane? E l’immigrato riuscito a sottrarsi ai controlli di frontiera o quello che dovesse entrare con un regolare visto in scadenza dopo 90 giorni, tutte queste persone dove andrebbero a finire? E con una giustizia così impegnata a controllare questo nuovo e artificioso reato introdotto, come farebbe a controllare chi davvero delinque commettendo reati contro la persona e contro il patrimonio?
c) Ma anche le proposte di modifica ai decreti legislativi in materia di ricongiungimenti familiari e rifugiati destano non poche preoccupazioni. Ogni forma di compressione del diritto al ricongiungimento non può trovarci d’accordo. La famiglia è un valore così tanto all’ordine del giorno negli ultimi anni e poi…. cosa fa questo governo vuole provare a dividere famiglie che dopo tanti anni forse oggi avrebbero una opportunità di ricongiungesi? E poi in materia di rifugiati sarebbe davvero grave se dopo tanti anni di battaglie per avere una nuova procedura (ancorché non quella della legge costituzionale sull’asilo che resta ancora un’inadempienza per lo stato italiano) in materia di rifugiati rispettando inoltre 2 direttive europee, ebbene oggi il governo Berlusconi vorrebbe far fare 10 passi indietro con l’introduzione di una sorta di libertà vigilata per i rifugiati ed eliminando il tanto sospirato potere automatico sospensivo del ricorso ritornando all’autorizzazione prefettizia per restare in Italia nei casi di proposizione di ricorso avverso il diniego della commissione!?
Tutti insieme, questi provvedimenti hanno l’aria della ritorsione nei confronti di tanti esseri umani che sono venuti in Italia per le situazioni più disparate e disperate e che magari vorrebbero dare il loro contributo allo sviluppo di questo paese. Una vessazione nei loro confronti stupida, miope razzista, demagogica, ipocrita ma anche assolutamente inefficace. L’immigrazione è un fenomeno che nessuno potrà mai fermare, ce lo dicono le migliaia di testimonianze che ogni giorno ci vengono date da chi viene ai nostri sportelli. Chi oggi fugge da guerre, fame e disperazione lo farà anche domani, anche con l’introduzione di pene più severe perché non ci sarà mai paragone con la sofferenza che queste persone hanno subìto nel loro paese. Allora probabilmente i provvedimenti del governo sono demagogici nella misura in cui chi ha predisposto le norme sa che non potrà mai applicarle e che non otterrà i risultati sbandierati; ma forse c’è qualcuno che si nasconde dietro il favore di tali provvedimenti. Chi vuole che la manodopera straniera sia sempre più irregolare per sfruttarla ancora di più. Il provvedimento è ipocrita perché unicamente volto a captare i voti di quella gente che oggi in Italia ha paura; ma ha paura perché in realtà non riesce ad arrivare a fine mese e trova il facile nemico nell’immigrato con il favore e la copertura dei grandi veri responsabili della crisi economica e politica nazionale e mondiale.
Noi al contrario proponiamo che si possa governare il fenomeno dell’immigrazione attraverso meccanismi capaci di attivare flussi d’ingresso regolari con l’introduzione di un permesso di soggiorno per ricerca di lavoro, dando la possibilità ai datori di lavoro di regolarizzare i lavoratori (dalle colf e badanti ma estendendo il ragionamento a tutti i lavoratori subordinati ed autonomi), dando insomma una possibilità concreta a chi vuole entrare in Italia per lavorare. Un tale sistema comporterebbe più ricchezza per il nostro paese (le casse dell’erario e dell’INPS lieviterebbero e non di poco) e certamente anche più sicurezza. Infatti sarebbe più facile distinguere gli immigrati che lavorano, hanno un reddito (la stragrande maggioranza) da quelli, pochissimi, che commettono atti delittuosi e sarebbe più facile per la giustizia perseguire i reati pericolosi davvero.
In questa pressa di posizione è bene ribadire che siamo in buona compagnia: dalle dichiarazioni del Pontefice a quelle dell’ONU, dell’ACNUR, di Amnesty International, dell’ANM in Italia, della Camera Penale, persino del sindacato degli operatori di polizia.
Abbiamo in questi mesi diffuso un appello (allegato al presente documento) sottoposto all’attenzione della cittadinanza e di varie personalità della cultura e rappresentanti istituzionali, del mondo del volontariato cattolico e laico. L’appello contiene una critica al progetto del Governo e della maggioranza parlamentare ma si sforza anche di dare un contributo propositivo che viene così di seguito riassunto:
1. Una regolarizzazione dei migranti che loro malgrado sono ancora irregolari e che di fatto da anni vivono e lavorano in Italia senza alcun riconoscimento. Basta stragi nei mari: è ora di prevedere canali di ingresso regolari (senza la farsa del decreto flussi) e permessi di soggiorno per ricerca di lavoro;
2. Il ritiro del “pacchetto sicurezza” (reato di ingresso illegale, 18 mesi di permanenza nei centri di Identificazione ed Espulsione, limitazioni al ricongiungimento familiare, esame del DNA per accertare la parentela, gravissime restrizioni sul diritto di asilo etc);
3. Garantire il diritto di asilo e di accoglienza. Per l’applicazione delle innovazioni introdotte dal decreto procedure e qualifiche in recepimento delle direttive europee senza ulteriori modifiche;
4. Per la chiusura dei C.I.E. (più noti come C.P.T!) E’ scandaloso sperperare danaro pubblico per militarizzare mari, coste e città al fine di detenere persone che non hanno commesso alcun reato!
Le tasse dei cittadini devono essere investite per costruire città accoglienti e politiche di integrazione unico mezzo per avere città sicure!
5. L’introduzione del diritto di voto;
6. Il rafforzamento dei ricongiungimenti familiari e la possibilità che i bambini nati in Italia ottengano la cittadinanza.
E’ bene però approfittare della circostanza per affrontare alcune questioni in tema relative al territorio casertano. Problematiche che ancora una volta sottoponiamo all’attenzione della Prefettura e Questura di Caserta nella speranza di poter trovare accoglimento in quello spirito di collaborazione che da sempre è stato importante su questo territorio così difficile come quello della provincia di Caserta.
1) QUESTIONE PRATICHE BLOCCATE PER ESPULSIONI PREGRESSE.
Resta questa una questione già ampiamente discussa ma purtroppo ancora irrisolta. Si tratta di quei casi in cui sono stati emessi dalla Commissione o dalla Questura o dalla Prefettura atti di accoglimento di istanze precedentemente rigettate con emissione di provvedimento di espulsione da parte di alcune prefetture d’Italia. Nella specifico si tratta di casi in cui la Questura si troverebbe nella condizione di dover rilasciare un titolo di soggiorno per un atto favorevole all’interessato e però sopravvenuto rispetto ad un precedente diniego che ha lasciato ancora pendente un’espulsione. Citiamo giusto un esempio perché il più ricorrente: è il caso del diniegato dalla Commissione, il quale ha però presentato ricorso ed intende beneficiare dell’autorizzazione prefettizia a permanere sul territorio nazionale con conseguente rilascio di un permesso di soggiorno (ex art. 17 DPR 303/2004). Non essendovi altre condizioni ostative al rilascio dell’autorizzazione, resta quale ultimo elemento bloccante la precedente espulsione. Occorre nel merito far rilevare che l’espulsione è semplicemente un atto secondario e dipendente unicamente dall’atto principale che è il diniego. Dunque se la legge consente al Prefetto di autorizzare a permanere in presenza di alcune condizioni senza precludere i casi di espulsione deve a nostro avviso interpretarsi la norma nel senso che è nello stesso potere del Prefetto di Caserta quanto meno di sospendere l’efficacia dell’espulsione stessa. In effetti in un primissimo momento era la stessa Questura che operava il rilascio del permesso di soggiorno provvedendo alla cassazione della pregressa espulsione essendo appunto sopravvenuto un altro atto autorizzatorio e contrario dunque al precedente (quello dell’espulsione). Poi, solo in un secondo momento, la Prefettura e la Questura hanno deciso di cambiare orientamento e provvedere a fare richiesta esplicita alle singole Prefetture di voler annullare l’espulsione in autotutela. Purtroppo ad oggi sono pochissimi i casi in cui le prefetture interessate rispondono cassando l’espulsione mentre nella stragrande maggioranza dei casi non si degnano di alcuna risposta. Va però a nostro avviso colto quel caso in cui (caso tra l’altro oggi divenuto di una certa entità) le prefetture interessate rispondono rimettendo la richiesta di cassazione dell’espulsione al mittente. Infatti i Prefetti interessati (ad esempio Caltanissetta) scrivono che, avendo la Prefettura e la Questura di Caserta in mano gli elementi per poter provvedere all’annullamento dell’espulsione, invitano le autorità casertane a provvedere direttamente all’annullamento. Ed in effetti quest’ultima tesi rafforza la nostra. Sarebbero molte le ragioni giuridiche a sostegno della nostra tesi: la illegittimità di talune espulsioni perché emesse contestualmente al diniego senza concedere il termine per l’intimazione. Ancora assolutamente illegittime appaiono alcune espulsioni con evidenti e madornali errori nella forma e nei contenuti. Appare inoltre importante rilevare che intanto è stata approvata una nuova normativa che chiarisce il fatto che non sia possibile notificare un’espulsione a seguito di un diniego della Commissione. Insomma sarebbero davvero tante le ragioni strettamente giuridiche per cui molte di quelle espulsioni sono illegittime e che comunque dovrebbe essere di competenza del Prefetto o del Questore di Caserta il provvedere all’annullamento. In tal senso va anche l’orientamento tenuto dalla Questura/Prefettura di Ancona che regolarmente rilascia un permesso di soggiorno in seguito ad autorizzazione ex art. 17 provvedendo ad annullare l’espulsione direttamente.
Ci appelliamo dunque ancora una volta ad un buono e corretto operato da parte della Questura e Prefettura di Caserta.
2) QUESTIONE RILASCIO PERMESSO DI SOGGIORNO EX ART. 35 CO. 6 D.LGS.VO 25/2008.
Si tratta di una recente discussione apertasi con la Questura di Caserta. Infatti a seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs.vo 25/08 ci aspettavamo (cosa peraltro ampiamente chiarita in diverse sedi di incontro ufficiale con Questura e Prefettura) che la Questura provvedesse direttamente a rilasciare un permesso di soggiorno di fronte ai casi pendenti in giudizio per i richiedenti asilo diniegati e che hanno proposto ricorso. Sarebbe quanto espressamente previsto dal decreto legislativo citato. Nell’esercizio interpretativo però la Questura ha deciso di sospendere tale orientamento. Il punto in questione appare a noi chiaro così come previsto dalla Circolare Ministeriale n. 4 dello scorso 11/03/2008. Infatti la Circolare ben chiarisce che per tutti i ricorsi presentati dopo il 01/03/2008 la pratica va trattata direttamente dalla Questura e non più dalla Prefettura come avveniva con l’art. 17 DPR 303/2004. A conforto di quanto esposto si fa presente che la Questura di Varese opera esattamente nel senso da noi auspicato. E dunque non capiamo in proposito il dubbio della Questura nel merito. Anche su questo punto auspichiamo una pronta e favorevole soluzione alla problematica.
3) PROSIEGUO LAVORI COMMISSIONE RIFUGIATI CASERTA.
Accogliamo con favore l’avvenuto insediamento e l’inizio dei lavori della Commissione per il riconoscimento della protezione internazionale di Caserta. Ringraziamo su questo punto tutte le istituzioni nazionali e locali che hanno operato nella direzione dell’insediamento della Commissione. Grazie a questa novità finalmente Caserta ha visto riconosciuto un ruolo che le spettava da tempo e potrà operare non più nella costante e/o periodica emergenza ma nella quotidianietà del fenomeno rifugiati in questa provincia. Su questo punto ringraziamo in particolare il vice Prefetto Valente per il profondo impegno profuso insieme a tutti gli altri componenti a partire del vice Prefetto Lubrano e così via per tutti per aver lavorato finanche nella settimana di ferragosto. Grazie a quest’impegno straordinario e grazie alla collaborazione e sinergia attivata con il volontariato casertano (i sottoscrittori del presente documento) si è già provveduto alla disamina di centinaia di pratiche in tempi brevissimi dunque. Siamo sicuri che tale impegno continuerà nell’affrontare innanzitutto un altro grave ritardo che avevamo già segnalato a fine 2007 per il caso di quei famosi “350 riesami” congelati un anno fa con la promessa di essere affrontati dalla Commissione territoriale di Caserta. Appare superfluo ribadire che confidiamo nella usuale collaborazione e sinergia tra la Commissione, la Prefettura,, la Questura e il volontariato delle associazioni. Una collaborazione riteniamo dovuta da parte di tutti perché Caserta dia il suo contributo positivo nella drammatica condizione di queste persone fuggite dai loro paesi.
4) APPUNTAMENTI RINNOVI PERMESSO DI SOGGIORNO IN QUESTURA
Un ultimo punto non meno importante però dei precedenti riguarda la problematica degli appuntamenti in Questura per i rinnovi dei permessi di soggiorno. Su questo punto riteniamo importante che la Questura acceleri le procedure di rinnovo dei permessi dei richiedenti asilo e rifugiati predisponendo un calendario di lavori per i prossimi mesi. Purtroppo per varie ragioni la Questura ha notevolmente rallentato il lavoro negli ultimi mesi e pertanto ora vi è una mole di lavoro notevole da disbrigare. Pochi giorni fa al termine di un intenso lavoro da parte degli sportelli delle associazioni abbiamo presentato all’attenzione della Questura un elenco dettagliato di pratiche arretrate ed in scadenza da oggi ai prossimi mesi con una previsione ed una proposta di calendarizzazione degli appuntamenti. Riteniamo molto importante che la questura prenda un chiaro impegno sul recupero di tale arretrato. Sarebbe un peccato compromettere un lavoro su cui si è lavorato per anni. Si ricorderanno gli sforzi fatti da tutti (operatori della Questura da una parte e volontariato dall’altra) nel lontano 2003 allorquando l’emergenza rifugiati era all’ordine del giorno. Occorre ricordare quanto sia stato importante l’attivazione di quella particolare sinergia con la riduzione dei tempi di rilascio dei permessi di soggiorno praticamente in tempo reale. L’invito è a voler provvedere ed intervenire prima che sia troppo tardi segnalando che negli ultimi mesi la Questura sta riducendo il numero degli appuntamenti e sta rilasciano i permessi di soggiorno anche dopo 5-6 mesi dal rilascio della ricevuta. Occorre tra l’altro rilevare che ciò va in danno dell’utenza da una parte perché comprime il diritto ad avere una giusta durata nell’effettivo esercizio del diritto, ma dall’altra parte ciò danneggia l’operato della Questura stessa in quanto si corre il rischio di ricevere l’utenza in continuazione se si rilascia un permesso di soggiorno quasi scaduto.
Si chiede su questo punto un intervento in recupero con uno sforzo a calendarizzare insieme gli appuntamenti al fine di recuperare.
Per contatti: 0823216332 – 3334713272 – csaexcanapificio@libero.it
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