Giovane cade in una scarpata e muore
Il padre chiede aiuto tramite Internet

8.8.08 Ha ripercorso e documentato con una telecamera la strada, la provinciale Trentola-Ischitella, che è diventata la tomba del figlio. Biagio Ciaramella, padre di Luigi, il diciannovenne morto la mattina del 30 luglio scorso, non ce la proprio ad attendere l'esito delle indagini in corso da parte delle forze dell'ordine. Nonostante la sua famiglia sia stata colpita ieri da un nuovo lutto - la scomparsa, dopo una lunga malattia, del nonno materno di Luigi - Biagio non molla. Vuole la verità, sapere chi è responsabile della morte del suo unico figlio. Con una lucida disperazione, si appella alla coscienza di quanti hanno visto qualcosa. «Ho guidato su quella strada - dice - esattamente alla stessa ora di mio figlio. Alle sette e trenta sulla provinciale ci sono veicoli diretti al mare e mezzi agricoli. È impossibile che nessuno abbia visto la dinamica dell'incidente». Biagio Ciaramella ha utilizzato il web per il suo appello, inserendo il filmato della strada killer all'indirizzo www.pupia.tv. «Non mi fermerò - dice - finchè qualcuno non si farà avanti. Le ipotesi fatte dagli inquirenti, che parlano di un colpo di sonno o di un malore, non mi convincono. Luigi era un ragazzo sano e gli esami tossicologici e alcolemici non hanno evidenziato nulla. Sull'asfalto non c'era alcuna traccia di frenata. Qualcuno, ne sono convinto, gli ha tagliato la strada». Biagio non si dà pace per il senso di colpa. «Ogni mattina - dice - da quando aveva iniziato il lavoro stagionale di bagnino, gli telefonavo per accertarmi che fosse arrivato in spiaggia. Quel giorno non l'ho fatto, mi sentivo rassicurato perché era andato a lavorare in macchina e non col motorino. Se quella strada - continua - fosse stata protetta adeguatamente con barriere, mio figlio non sarebbe finito nella scarpata». Biagio, che ha già nominato un legale, l'avvocato Gianpaolo Dello Vicario per seguire l'istruttoria in corso, vuole dare un senso alla sua tragedia, con la costituzione di un'associazione, intitolata alla memoria di Luigi, per il contrasto agli incidenti stradali. «Paghiamo le tasse - conclude - e abbiamo diritto a strade sicure. Troppi genitori sono costretti a sopravvivere alla morte dei propri figli. Nessun'altra giovane vita deve spezzarsi su un manto d'asfalto». (Enza Picone, Il Mattino, www.ilmattino.it)


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