Trasferta shock per il Futsal Parete:
"Pestati da 50 tifosi avversari"

  • 17/01/2018 14:05:29
  • SPORT

Parete (Caserta) - Ancora una volta lo sport diventa per alcuni individui il pretesto per dare sfogo alla propria repressione e alla inappagabile sete di violenza. In occasione della sfida di calcio a 5 serie C1 in programma lo scorso 13 gennaio tra Futsal Parete e Leoni Futsal Club Acerra la società casertana ha segnalato di aver subito una vile e violenta aggressione ad opera di circa 50 tifosi della squadra partenopea, i quali hanno dimostrato di conoscere ben poco i valori della sportività colpendo ripetutamente con schiaffi e pugni gli atleti della squadra ospite.

A causa dell’episodio, avvenuto all’esterno della struttura di via Manzoni ad Acerra prima del calcio d’inizio, la partita non è stata disputata. Quanto accaduto è stato raccontato dalla società di Parete, che ha diffuso una nota ufficiale sulla propria pagina Facebook: “Partiti da Parete” si legge “con un commissario viaggiante, poiché per la gara erano stati preposti due commissari di campo (in seguito alle minacce già ricevute dopo la sfida nelle Final Eight di Coppa Italia, il giorno 5 Gennaio 2018), siamo giunti, col nostro pulmino, nel parcheggio del campo comunale di Acerra, in via Manzoni; dove siamo stati circondati da circa 50 tifosi avversari, che erano lì pronti ad aspettarci. Tali individui hanno assalito il veicolo aprendo le porte ed iniziando a sferrare pugni, schiaffi ed oggetti, come caschi delle moto, sui nostri atleti e sul commissario che viaggiava con noi; tutto ciò mentre venivamo offesi e minacciati di morte. Dopo aver sfogato la loro ira, un dirigente del Leoni Acerra, uscito fuori dal palazzetto, affermava che dopo aver preso gli schiaffi era il momento di giocare e “PERDERE LA PARTITA” perché loro "avevano bisogno dei tre punti". Così siamo stati trascinati dai tifosi avversari e chiusi nello spogliatoio, dove lo stesso dirigente ha continuato ad ordinarci di cambiarci, scendere in campo e “posare i tre punti” per loro. A quel punto, insieme ai commissari di campo, siamo stati costretti a chiamare i carabinieri. Non abbiamo potuto disputare la gara poiché non c’erano più i presupposti per giocarla: diversi giocatori erano doloranti in diverse parti del corpo, avevamo alcuni giocatori, pestati, da accompagnare al pronto soccorso ed avevamo altri atleti, più piccoli di età (under 21), come si evince anche dalla distinta di gara, che piangevano sia per il dolore fisico sia per il terrore psicologico che stavano vivendo in quei minuti. All'arrivo di due carabinieri in borghese e dei vigili urbani, siamo stati chiamati 'infami" per aver avvertito le forze dell'ordine e siamo stati nuovamente minacciati di scendere in campo e perdere la partita. Infine, all'arrivo della volante dei carabinieri, siamo stati scortati fino alla strada provinciale, nota come Asse Mediano, direzione Parete. La nostra relazione scritta, insieme ai referti medici dei giocatori feriti, è stata consegnata al giudice sportivo territoriale. Confidiamo nel giudice sportivo affinché ci sia giustizia sportiva. Confidiamo nella legge affinché ci possa essere giustizia anche fuori dal campo".

In risposta alle dichiarazioni della Futsal Parete, il presidente dei Leoni Futsal Club Acerra Giuseppe Gherardi ha confermato che l’aggressione è avvenuta al di fuori dell’impianto per mano “di soggetti a noi ignoti e che in nessun possono rappresentare la città di Acerra”. Allo stesso tempo ha precisato però in un comunicato stampa che nessuno dei tesserati della società acerrana avrebbe preso parte agli scontri: “Posso riferire che all’interno della Tendostruttura di Via Manzoni in Acerra, ove sia noi che la terna arbitrale ci trovavamo in attesa dell’arrivo della squadra avversaria, nessun avvenimento di aggressione o qualsivoglia comportamento antisportivo si è verificato… Solamente all’arrivo della società ospite, che si portava all’interno degli spogliatoi della prefata Tendostruttura, venivamo a conoscenza dell’avvenuta aggressione".
Gherardi si è poi scagliato contro i “tifosi” della sua squadra, i quali “agendo per proprio conto e per i propri fini, infangano il nome e la reputazione di persone e associazioni innocenti e totalmente estranee ai fatti. Posso assicurare che nonostante i nostri numerosi sforzi, siamo vittime di persone che approfittano di eventi pubblici per esternare questo tipo di comportamento, danneggiandoci senza averne colpa, anche economicamente in quanto più volte siamo stati costretti a dover pagare multe salate per l’antisportività di soggetti a noi estranei”.

I punti oscuri sono ancora diversi e sulla vicenda dovrà ora esprimersi il giudice sportivo, mentre compito dei carabinieri sarà quello di indagare per individuare i responsabili di questa ennesima pagina buia dello sport campano.

(Roberto Farina) Foto:Immagine di repertorio

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