Luigi lotta per sopravvivere, il sindaco
di Parete: "Basta inciuci e accuse"

  • 11/01/2018 14:56:26
  • CRONACA

Parete (Caserta) - Non c’è ancora alcuna traccia del responsabile del ferimento di Luigi, il ragazzo di soli 14 anni che alla vigilia di Natale fu colpito alla testa da un proiettile e che da quel giorno lotta per sopravvivere in una stanza dell’ospedale di Caserta. Le condizioni del ragazzo sono stazionarie, ma al momento sarebbe ancora troppo pericoloso risvegliarlo dal coma.
Le indagini intanto continuano ma i risultati, per il momento, sono ancora pochi: inutili i tentativi di spingere il colpevole a costituirsi, ciò che si sa è che è stata una sola pistola a sparare quel maledetto pomeriggio i tre colpi, uno dei quali ha colpito la giovanissima promessa del calcio. Da capire ancora con certezza se i colpi siano stati esplosi da via Vicinale Vecchia o da un terreno situato in prossimità di via Vittorio Emanuele, una delle strade principali della cittadina, in cui si è consumata l'assurda tragedia.

Proprio da via Vittorio Emanuele nella serata di ieri è andato in onda un collegamento nel corso della trasmissione di Rai 3 “Chi l’ha visto”, condotta da Federica Sciarelli. I cittadini di Parete hanno voluto esprimere ancora una volta il loro supporto nei confronti di Luigi e della famiglia, e non sono mancati gli appelli a denunciare: “Chi è a conoscenza anche di un particolare apparentemente di scarsa importanza, parli” è stato il messaggio diffuso. La conduttrice ha invitato gli abitanti a “far entrare gli inquirenti nelle proprie case” per poter scoprire qualcosa che possa aiutare a risolvere il caso.

Sulla vicenda è tornato ad esprimersi il sindaco di Parete Gino Pellegrino, che ha invitato le persone e i mezzi di informazione a non puntare il dito contro nessuno in assenza di riscontri precisi: “Tutti vogliamo giustizia per Luigi” ha scritto sul suo profilo Facebook “e sono certo che si arriverà alla verità, ma evitiamo di improvvisarci in ricostruzioni dei fatti e in “condanne mediatiche” senza avere ancora né indagati, né rinviati a giudizio e tantomeno condannati. Lasciamo lavorare in serenità i Carabinieri e la Magistratura che con tanto impegno e professionalità dal 24 dicembre stanno lavorando ininterrottamente sul caso. Chi sa parli e soprattutto rinnovo l’invito al responsabile a costituirsi, ma evitiamo di alimentare inciuci e accuse a persone senza nemmeno un processo. C’è modo e modo di ferire o uccidere una persona e la calunnia è sicuramente una di queste. Il nostro desiderio più grande è che Luigi possa avere una pronta guarigione e che sia fatta giustizia, ma solo le indagini e un regolare processo possono portarci alla verità. Sono andato più volte in ospedale a portare l’abbraccio della città alla famiglia e chiamo tutte le sere per aggiornarmi sulle condizioni del ragazzo. È il mio pensiero quotidiano. Luigi è ancora in condizioni difficili, ma sono ottimista, è forte e sta lottando da tanti giorni e sono certo che ne uscirà bene. La nostra comunità si trova ad affrontare una prova difficile, cerchiamo di affrontarla tutti assieme con dignità”.

(Manuel Zeno)

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