Allarme gioco d'azzardo in Campania,
i numeri relativi alla provincia di Caserta

  • 14/12/2017 16:13:45
  • ATTUALITA

Regione Campania, Provincia di Caserta - Una ferita difficile da curare per la società moderna, con le persone che più si trovano in difficoltà economica più tendono a rifugiarsi nel gioco d’azzardo. La ludopatia è uno dei mali del secolo e un’ulteriore conferma arriva dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che ha comunicato i dati relativi al gioco d’azzardo nell’anno 2016.

A lanciare l’allarme i consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle, che analizzano nel dettaglio la situazione in Campania, terza regione italiana per spesa relativa al gioco d’azzardo con 10 miliardi e 100 milioni circa solo nel 2016. Sul podio al secondo posto il Lazio con 10 miliardi e 200 milioni, mentre il primato negativo spetta alla Lombardia, che supera i 17 miliardi annui: ovvio che su questi dati incide anche il maggior numero di abitanti di queste tre regioni rispetto alle altre, ma è altrettanto evidente che ci sia un problema di fondo sempre più grave.
D’altronde basta entrare in un centro scommesse o in un semplice rivenditore di tabacchi per vedere persone soggiogate da schedine, Gratta&Vinci, slot machine e VLT: e questo senza considerare il sempre più sviluppato gioco d’azzardo online, tentazione che da qualche anno entra comodamente nelle case degli italiani.

La provincia campana in cui si spende di più è Napoli con oltre 5 miliardi nel 2016, segue Salerno con oltre due miliardi e poi la provincia di Caserta, dove nel 2016 sono stati spesi per la precisione 1.614.349.752 miliardi di euro. Facendo un rapido calcolo in base al numero di abitanti calcolati dall’AAMS si nota che ogni abitante della nostra provincia spende in media 1746 euro all’anno per il gioco d’azzardo, ovvero circa 5 euro al giorno.
Nei casi di ludopatia più gravi è semplice capire che un vizio simile può incidere non solo sul bilancio economico familiare ma può anche provocare divorzi o addirittura spingere a commettere reati.

I consiglieri del M5s denunciano due ulteriori gravi elementi: il primo riguarda il fatto che tutti i soldi spesi per il gioco d’azzardo vengono sottratti all’economia produttiva e il secondo elemento è che una parte di quel denaro, soprattutto quella derivante dalla famose sale slot, viene riciclato dalle organizzazioni criminali che spesso, complici gli scarsi controlli, lucrano sulle spalle dei ludopatici.

I consiglieri pentastellati denunciano l’esistenza di una “ludopatia cronica e di proporzioni enormi” che costa ad ogni famiglia della Campania, che guadagna in media poco più di 2mila euro al mese, ben 4600 euro all’anno. Per questo, oltre a chiedere di limitare gli orari di apertura e vietare centri scommesse, sale slot etc. nei pressi di scuole, ospedali e chiese, propongono (come si legge nella nota diffusa) “l’abolizione della pubblicità, l’approvazione di disposizioni che limitino l’accesso al gioco, l’istituzione di osservatori regionali e benefit per gli esercizi commerciali che non si dotano di macchinette”.

E’ vero che il gioco d’azzardo è una fonte di guadagno per lo Stato, ma sembra essere giunto il momento di cambiare rotta per salvaguardare la salute (e le tasche) dei cittadini più deboli, che spesso cadono in questa trappola senza nemmeno accorgersene.

(Manuel Zeno)

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