Ci hanno rubato il sogno del Natale,
insieme alla fantasia e all'immaginazione

  • 06/12/2017 22:24:43
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Ieri. Il Natale era il periodo più bello dell’anno, specialmente per i più piccoli, la televisione non trasmetteva ancora il “Grande Fratello”, a casa si ascoltava di più la radio da cui più volte si diffondevano le note del canto “Tu scendi dalle stelle”. Le chiese erano in fermento per costruire il Presepe più bello possibile e nelle abitazioni si faceva lo stesso, chi aveva più possibilità addobbava anche l’Albero di Natale, ma ci si accontentava anche di un simbolo comprato al mercatino.

Per la cena della Vigilia si era in attesa di quella pietanza tipicamente natalizia e dei dolci tradizionali da assaporare solo in quella occasione. L’attesa era notevole, a scuola insegnavano ai bimbi la poesia da recitare a tavola e si scriveva la Letterina di Natale da nascondere sotto il piatto del papà o del nonno, i quali fingevano di non vederla per poi esprimere tutto il loro stupore durante il pranzo quando la mamma , al termine di una portata, cambiava piatto.

Questo era il segnale di inizio di un momento tutto dedicato ai bambini: la poesia veniva sillabata in piedi sulla sedia, i più grandi passavano alla lettura della letterina natalizia dove affermavano che in quell’anno erano stati buoni ed esprimevano il proposito di esserlo ancora di più nell’anno successivo restando in attesa di un applauso da tutti e un bacio, o, dove era possibile, di una moneta. Era un momento che si era sognato per un anno intero!

Oggi. A fine estate, dopo la sbornia degli spot, del mare, delle mete vicine e lontane da frequentare a prezzi straordinari e super scontati e il bombardamento delle foto di spiagge incontaminate e affollate, la tecnologia passa il testimone all’Avvento del Natale. Nata come festività cristiana, oggi, della sua essenza pochi se ne ricordano veramente. Dopo le varie festività, inventate per incrementare il consumismo, dalla festa del papà, della mamma, della donna, dei nonni, dei single, dei fratelli e dei cugini, le vetrine si trasformano e si celebra, dalla festa di Ognissanti in poi, l’attesa del Natale.

Tutti o quasi tutti, possono permettersi gli addobbi grazie anche ai negozi “50 centesimi”, ma tanti vivono l’approssimarsi di questa Festa del Natale quasi come un fastidio che va a sovrapporsi alla routine quotidiana dove si rincorre il lavoro quando c’è e peggio ancora quando non c’è. Quasi di malavoglia preparano l’evento tartassati da offerte speciali e inviti agli acquisti martellanti sulla rete internet, sui cellulari, sui tablet, sugli smartphone.

La magia non c’è più, hanno rubato il sogno, il fremito, il “timore” di quell’omone con la barba bianca e il vestito rosso che si infila anche dal buco della serratura per deporre i regali sotto l’albero. Si sondano i bambini prima: cosa vorresti per Natale? Si fa una gara tra zii, nonni e nipoti per il regalo più bello e quello più costoso o più tecnologico, come se non avessero avuto nulla in quell’anno!

Ma non c’è più la Letterina di Natale, se non per i più piccoli, a volte aiutati da qualche maestra vecchio stampo. Non c’è più la poesia da recitare, la famiglia si è evoluta, oggi spesso non è una sola, ma una “famiglia allargata”, dove è difficile trovare un punto di riferimento, o una famiglia disgiunta, separata, divorziata e riaccoppiata: difficile farsi ascoltare da qualcuno!

Hanno rubato il sogno del Natale, nella sua essenza e con esso la fantasia e l’immaginazione con la speranza nel futuro! Oggi solo tanti robottini da riempire di regali, togliendo una cosa che, prima, solo noi grandi, non avevamo più: l’innocenza!

(Gennaro Caparco)

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