Al Teatro Civico 14 il tema del viaggio
con "Ellis Island" di Maurizio Igor Meta

  • 11/10/2017 17:51:12
  • TEATRO

Caserta - Nelle serate di sabato 14 e domenica 15 ottobre al Teatro Civico 14 di via Petrarca, a Caserta, andrà in scena "Ellis Island", il secondo spettacolo della stagione teatrale 2017/2018 di e con Maurizio Igor Meta: si tratta di una rappresentazione multidisciplinare che sfrutta il macrotema del viaggio e dell’emigrazione per approfondire diverse forme d’arte come il solo teatrale, la fotografia e, tramite altri progetti strettamente legati al primo, il documentario, il libro e la mostra fotografica.

Lo spettacolo scaturisce da un’esperienza realmente vissuta e fortemente voluta dall’autore, che nel novembre del 2015 intraprese un viaggio in nave che da Napoli lo portò, ripercorrendo l’itinerario fatto dal suo bisnonno nel lontano 1890, fino agli Stati Uniti d’America, dove il suo avo approdò per lavorare nell’antica società ferroviaria Pennsylvania Road.
Un tema, quello dell’emigrazione degli italiani tra fine ottocento e inizio novecento, già affrontato da molti protagonisti della letteratura e della canzone d’autore italiana (basti pensare ad “Amerigo” di Francesco Guccini) e che in questo caso mescola le ricerche su quel periodo storico e sulla condizione dei lavoratori della penisola alle emozioni che l’antenato deve aver provato nel momento della partenza e dell’arrivo ad Ellis Island, al termine di un viaggio durato tre lunghe settimane: il risultato è una profonda riflessione sul tema del viaggio e della lontananza, intesi non nei termini moderni ma come momenti di vita in grado di forgiare il carattere dell’uomo.

“In nave ho frequentato i luoghi che gli emigranti – spiega Meta – vivevano quotidianamente, come il ponte di coperta, l’allora lower deck. Durante il viaggio non ho utilizzato né internet né il telefono, nemmeno al mio arrivo a Port Elizabeth, avvenuto, come credo per il mio bisnonno, dopo ventuno giorni di navigazione, e ho scritto una lettera a casa per avvisare del mio arrivo. A New York, per tre mesi ho abitato le medesime strade dove il mio antenato visse, attraversando gli stessi luoghi. Oggi, il nome del mio bisnonno è iscritto sul monumento commemorativo presente sull’isola, The American Immigrant Wall of Honor. Per quanto riguarda me, almeno un paio di volte, in passato, sono stato vicino a partire per gli Stati Uniti. In aereo, come tutti. Ma, per un motivo o per un altro, alla fine non sono mai partito. Il tempo riesce sempre a dare una spiegazione autentica degli eventi che ci capitano: la prima volta doveva essere in questo modo... dovevo salpare”.

Dopo la performance di Maurizio Igor Meta saranno visibili ventuno fotografie, una per ogni giorno di navigazione, indipendenti dallo spettacolo vero e proprio e pensate esclusivamente per la riflessione e per l’intrattenimento degli spettatori.

(Daniela Russo)

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