Juvecaserta, il popolo bianconero ricorda
il cavalier Maggiò a 30 anni dalla scomparsa

  • 09/10/2017 18.19.09
  • SPORT

Caserta - La Reggia del Basket oggi è desolatamente vuota, le domeniche pomeriggio trascorrono cercando invano di distrarsi e il popolo bianconero, a 30 anni esatti dalla sua morte, avvenuta il 9 ottobre 1987, oggi come non mai sente la mancanza del cav. Giovanni Maggiò, l’uomo che portò Caserta nell’olimpo del basket.

Venuto dalla lontana Lombardia, Maggiò prese in mano nel 1971 una società poco più che amatoriale e la guidò fino ad arrivare ad essere una delle grandi del basket italiano ed europeo: una passione folle che Maggiò condivise giorno per giorno con il pubblico bianconero, al quale fece il regalo più grande nel 1982, quando in cento giorni fece costruire a Castel Morrone il Palamaggiò, struttura che ancora oggi porta il suo nome e che per anni è stata tra le più accoglienti, capienti e moderne nel panorama del basket italiano e non solo.

Sotto la sua presidenza a Caserta crebbero campioni che ancora oggi sono l’orgoglio della città come Nando Gentile ed Enzo Esposito, e arrivarono un allenatore che avrebbe fatto tanta strada come Tanjevic e un fenomeno assoluto come Oscar Schmidt. Purtroppo il presidente non fece in tempo a vedere la sua Juve conquistare il primo trofeo importante: i bianconeri persero diverse finali tra scudetto, Coppa Italia e Coppa Korac prima di aggiudicarsi nel 1988 la Coppa Italia e nel 1991 lo storico scudetto contro Milano che resterà per sempre nella storia del basket italiano.

Oggi la Juvecaserta non calca più i parquet del massimo campionato, e l’intera città non può che ringraziare ancora una volta quell’uomo che più di tanti altri ha dato lustro alla nostra difficile terra, valorizzandola dal punto di vista sportivo e sociale.

(Roberto Farina)

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