Si apre con "Di un Ulisse, di una Penelope"
la stagione teatrale del Civico 14

  • 03/10/2017 17:28:52
  • TEATRO

Caserta - Al via la stagione teatrale 2017/2018 del Teatro Civico 14 con lo spettacolo "Di un Ulisse, di una Penelope" scritto da Marilena Lucente, diretto e interpretato da Roberto Solofria con Ilaria Delli Paoli. Il testo originale di Marilena Lucente racconta la relazione e il rincontro di un uomo e di una donna, di un marito e di una moglie, ma probabilmente di due perfetti sconosciuti. Incontro in cui tutto sembra poter ricominciare: cambia Ulisse, cambia Penelope, come non era accaduto nei venti anni di separazione. Domande furiose che nascono dall’amore e si trasfigurano nelle suggestioni del regista Roberto Solofria e nelle musiche dal vivo di Paky Di Maio. In scena sabato 7 (ore 21) e domenica 8 (ore 19) ottobre 2017.

"Chiunque abbia avuto un’Itaca nella propria vita sa di cosa stanno parlando quei due". In questa frase di Marilena Lucente si racchiude il senso della sua operazione che illumina con una personale sfumatura la storia di Ulisse e Penelope. Una scrittura sempre in dialogo tra passato e presente, con particolare attenzione all’universo femminile. Una scrittura che consolida la collaborazione con Roberto Solofria, che insieme a Ilaria Delli Paoli porta in scena il testo nella sua personale trascrizione registica e linguistica di Ulisse. Ci troviamo di fronte un eroe umanizzato, fatto di debolezze ed errori. Un uomo che affronta una donna, abbandonata ragazzina e lasciata al proprio destino. Un uomo che torna per riprendersi tutto: la sua isola, il suo palazzo, suo figlio, la sua donna. Penelope l’ha aspettato, non per accoglierlo in silenzio, ma per metterlo davanti ad una scelta. Una scelta che ancora una volta Ulisse non vorrebbe fare, che ancora una volta vorrebbe delegare a lei.

"Di un Ulisse, di una Penelope" non è solo uno spettacolo, ma è anche il primo volume della collana INCHIOSTRI - Tracce di teatro edito da Mutamenti/Edizioni. La scrittura teatrale è come la traccia di un aratro, è la semina da cui fiorisce lo spettacolo grazie alla cura certosina dei teatranti. L’inchiostro nero solca la pagina bianca evocando mondi a tre dimensioni di cui lo spettatore farà effettivamente esperienza durante l’evento performativo, che, come è noto, svanisce. Ma la traccia resta. Prendere in custodia quella traccia è il compito che si pone la collana editoriale INCHIOSTRI, pensata e creata dal gruppo di lavoro Mutamenti/Teatro Civico 14 di Caserta.

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