Il climber Adam Ondra scala la via
più difficile al mondo e "conia" il grado 9c

  • 08/09/2017 17.12.39
  • CALEIDOSCOPIO

Dopo quattro anni di duro allenamento Adam Ondra, il 24enne ceco considerato il miglior climber del mondo, ha portato a termine domenica scorsa un’impresa che prima non era mai riuscita a nessuno: scalare una parete di roccia di categoria 9c, la più impegnativa mai registrata.

Lo scalatore è riuscito ad inerpicarsi con la sola fora del suo corpo sulla falesia di Flatanger, in Norvegia: si tratta di una ripidissima volta di roccia, posta all’interno di una grotta e alta 45 metri. Stremato dopo venti minuti di fatica in cui ha potuto “riposarsi” solo rimanendo appeso con un braccio alla roccia con il resto del corpo sospeso nel vuoto, Ondra è arrivato in cima ed è scoppiato in lacrime senza riuscire neanche ad urlare per la gioia: in un attimo ha rivissuto tutti i mesi di duro lavoro e non è riuscito a trattenere l’emozione.

L’impresa è stata portata a termine proprio nella stessa zona in cui si trova una delle tre vie 9b+ al mondo: era proprio questa la categoria considerata più ardua prima che Ondra riuscisse ad ottenere questo ultimo straordinario risultato.

Bisogna precisare che il grado di difficoltà delle vie viene suggerito dal primo scalatore che arriva in cima, e poi confermato, innalzato o diminuito dai climber che successivamente scalano la stessa parete: in questo caso, essendo la prima volta, è stato lo stesso Adam a suggerire la categoria, consapevole che si trattava della scalata più difficile della sua gloriosa carriera.

Tutto si basa sull’onestà degli scalatori, e in questo caso sull’autorevolezza dello sportivo, senza dubbio il migliore al mondo nella sua disciplina: il 24enne infatti è riuscito a scalare tutte e tre le vie 9b+ del mondo (solo una delle tre cime, in Spagna, è stata raggiunta da un altro scalatore) ed è stato l’unico a riuscire a scalare una via 9a solo guardandola, senza mai aver effettuato una prova. Considerando tutti questi fattori, è davvero difficile che qualcuno possa confermare la sua impressione o contraddirlo, almeno nei prossimi anni.

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