/Relazioni al Teatro Civico 14:
i prossimi spettacoli di maggio

  • 07/05/2017 10.42.22
  • TEATRO

/RELAZIONI è il progetto a firma del Teatro Civico 14 che raggruppa eventi e spettacoli accomunati dalla volontà di mettere sotto la lente di ingrandimento l’uomo come animale sociale, l’individuo a confronto con i suoi simili, con la società e in fondo anche con se stesso. Relazione può essere amore, famiglia, amicizia, ma anche malattia, discriminazione, sopravvivenza, necessità di dover fare i conti con l’altro talvolta in modo coatto, violento, insano. /RELAZIONI mette insieme spettacoli di compagnie e gruppi con le quali il Teatro Civico 14 ha un lungo e duraturo rapporto di collaborazione, un progetto che vuole essere un ponte di crescita e arricchimento reciproco, di confronto e stimolo professionale, tematico e artistico.

La compagnia Esposti, il 12 maggio, porta in scena uno spettacolo crudo, senza fronzoli, dal titolo CARNE. In scena Annamaria Palomba, per la regia e la drammaturgia di Valentina Carbonara, affronta il tabù del cannibalismo nella cornice di un futuro verosimile. Il 13 maggio, il Nuovo Teatro Sanità è ospite con la pièce LE REGOLE DEL GIUOCO DEL TENNIS. Lo spettacolo scritto da Mario Gelardi, con Carlo Geltrude e Riccardo Ciccarelli, per la regia di Carlo Caracciolo, prende spunto da una partita a tennis vista come metafora per raccontare le dinamiche dei rapporti all’interno di un’amicizia fra due studenti universitari di diversa estrazione sociale. Il 14 maggio, COME UNA BESTIA! liberamente tratto dal libro SEI UNA BESTIA VISKOVITZ! di Alessandro Boffa, regia di Orazio De Rosa. Antonio Perna è interprete degli attacchi folgoranti che danno vita a intrecci pieni di sorprese, favole ironiche che illuminano un mondo in cui si fatica a essere animali e si finisce per diventare bestie.

Venerdì 12 maggio - ore 21:00
CARNE
con Annamaria Palomba
elementi di scena Monica Costigliola e Angelo De Tommaso
assistente alla regia Ciro Esposito
regia e drammaturgia Valentina Carbonara

L’accoppiata preferita nei racconti di mia nonna è sempre stata quella composta da guerra e cibo. Dal tedesco che le ha regalato lo zucchero ringraziandola della sua collaborazione senza sapere che lei stava nascondendo svariate persone in soffitta, all’immancabile pane e salame da portare tassativamente con sé nel rifugio durante i bombardamenti, alla bottiglia d’olio regalata da un altro tedesco per la sua perfetta conoscenza della lingua. L’idea di scrivere “Carne” nasce da queste suggestioni. Mi’è capitato spesso di chiedermi cosa accadrebbe se, davvero, non ci fosse più speranza, se l’uomo occidentale dovesse trovare il modo di sopravvivere dopo che la guerra ha distrutto e contaminato tutto. Nella favola di “Hansel e Gretel” succede qualcosa di simile: durante la grande carestia si sopravvive come si può, abbandonando i figli nel bosco o adescando ragazzini golosi per poi cuocerli nel forno. In “Carne”, però, non’ è la crudele vecchina della casa di marzapane a scegliere di andare avanti nel modo più barbarico e animale, ma è la stessa Gretel. È lei a raccontare la felicità prima della guerra, la guerra stessa, la carestia, la soluzione trovata dagli uomini per sopravvivere. La quotidianità, lentamente, si riduce al mangiare o essere mangiati e non c’è tempo per i sentimenti. Tranne, forse, quelli per il fratello, unico legame con il suo passato da “essere umano”. La scelta di utilizzare la lingua napoletana nasce dal suo essere, per Gretel, lingua madre, più viscerale dell’italiano imparato a scuola e, quindi, più naturale. Da una bocca ormai abituata a masticare carne cruda i suoni nascono ancora più sporchi, quasi animali. “Carne” è una favola di quelle che fanno paura, che lasciano un brivido, e proprio per questo fanno venire voglia di vedere come andrà a finire.

Sabato 13 maggio - ore 21:00
LE REGOLE DEL GIUOCO DEL TENNIS
scritto da Mario Gelardi
con Carlo Geltrude e Riccardo Ciccarelli
regia di Carlo Caracciolo

Il testo prende spunto da una partita a tennis, precisamente un doppio, vista come metafora per raccontare le dinamiche dei rapporti all’interno di un’amicizia fra due studenti universitari di diversa estrazione sociale. Matteo e Guido sono i protagonisti di questa storia. Uno più spavaldo, sicuro di sé, l’altro più timido e insicuro. La contrapposizione evidente fra i due è solo il punto di partenza di una vicenda che ribalta di continuo il punto di vista dello spettatore. Prendendo spunto dalle regole da manuale di una partita a tennis, i due amici ne approfittano per raccontarsi l'un l'altro cose che in una normale conversazione non avrebbero mai avuto il coraggio di dirsi. E allora la partita assume un altro significato, un'altra prospettiva che è quella di uno scambio serrato di battute volte a mettere alla prova l'altro, a conoscerlo sempre più a fondo, per poi, alla fine, rivelarsi e ridefinire i contorni e le regole di un'amicizia ormai consolidata da anni, un’amicizia che forse è qualcosa di più. La partita a tennis è anche un modo ironico per raccontare tutti i luoghi comuni sull’omosessualità. Che musica ascolti, che film guardi, cosa ti piace di una donna, cosa di un uomo, che libri leggi, con chi te la fai, con chi decidi di non fartela, come se gli esseri umani dovessero rispettare delle caselle, delle regole. Ma le regole sono fatte proprio per essere infrante, o no? La partita diventa il pretesto per aprire spazi di sincerità che i due amici si erano negati, forse per convenzione, forse per timidezza.

Domenica 14 maggio - ore 19:00
COME UNA BESTIA!
con Antonio Perna
regia di Orazio De Rosa
scene e costumi Francesco Rivista
liberamente tratto da: Sei una bestia Viskovitz! Di Alessandro Boffa

Uno scarafaggio arrampicatore sociale, uno scorpione killer, una spugna che vuole smettere di bere, un pappagallo che parla d’amore … Viskovitz è ognuna di queste bestie e molte altre ancora, alle prese con le loro bizzarrie, nevrosi, vanità. Ma è la condizione umana, in tutta la sua dignità e scostumatezza, a essere rappresentata attraverso queste esilaranti metamorfosi. Come una bestia! è un tour de force di comicità e intelligenza, dove il gergo scientifico diventa invenzione linguistica, la battuta aforisma. Attacchi folgoranti danno vita a intrecci pieni di sorprese, che spaziano dalla gag comica al western, dall’assurdo al blues. Sono favole ironiche che illuminano un mondo in cui si fatica a essere animali e si finisce per diventare bestie.

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