Energia pulita e arte: il modello Vienna
L'inceneritore nel cuore della città
Cinque ettari di parco, e dentro un’impianto industriale «invidiato in tutto il mondo». Ecco il progetto, l’idea guida per il termovalorizzatore nella Conca di Agnano, tra la Mostra d’Oltremare, l’ippodromo, la Solfatara. Pulito, intelligente, perfino un’opera d’arte. da guardare con ammirazione, e soprattutto, senza paura. Il primo a citare il modello Vienna fu Antonio Bassolino. All’epoca, nel 2002, era commissario per l’emergenza rifiuti e nel corso di una conferenza stampa mostrò a tutti l’articolo che aveva appena pubblicato un settimanale: «L’inceneritore che non fa paura nel cuore della città», questo il titolo. Poi è più volte tornato come esempio da seguire nel corso dell’infinita emergenza rifiuti. L’ultimo a parlarne a Napoli è stato nello scorso mese di gennaio il professor Paul Brunner, luminare nel campo delle più moderne soluzioni per lo smaltimento dei rifiuti, che illustrò agli studenti le caratteristiche del termovalorizzatore «Spittelau» di Vienna. Venne definito «il più straordinario impianto di smaltimento dei rifiuti che ci sia nell’Occidente», È situato a poca distanza dalla cattedrale di Santo Stefano, cuore della vecchia città. La cupola dorata che svetta altissima sulla capitale dell’impero austroungarico sembra un ristorante con vista panoramica, come sulla torre di Monaco. Invece è solo la parte terminale di una struttura colorata, interrotta da miriadi di finestre ognuna diversa dall’altra, da cespugli e alberi che si arrampicano su una facciata bianca attraversata da linee blu e gialle. L’effetto cromatico è dato dall’acciaio smaltato di giallo illuminata di notte da 1048 lampadine che trasformano un impianto industriale, sempre più spesso oggetto di contestazioni e tensioni sociali, in un esempio di moderna architettura ecosostenibile. E perfino visitato anche dai turisti. Progettato dall’architetto austriaco Friedensreich Hundertwasser e costruito fra il 1988 e il 1992, il termovalorizzatore di Spittelau-Vienna non si distingue solo per le pareti multicolori. L’impianto è destinato all’incenerimento di Cdr (combustibile derivato dai rifiuti) e smaltisce circa 250.000 tonnellate di rifiuti all’anno (Napoli ne produce 7500 al giorno). La combustione determina il riscaldamento dell’acqua circolante in una caldaia, e la conseguente produzione di vapore. Questo, a sua volta, aziona una turbina che converte l’energia termica in energia elettrica. L’alta tecnologica impedisce che siano rilevanti i quantitativi di scorie, che pure vengono prodotte, e costituite dai rifiuti che non vengono completamente combusti (e destinati alla discarica), e dalla formazione di composti chimici nocivi come la diossina, di ceneri e di polveri estremamente sottili (nanopolveri), che vengono immesse nell’atmosfera mediante i fumi che fuoriescono dalla torre.
ANNAMARIA ASPRONE - Il Mattino del 24.06.2008 - www.ilmattino.it
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