Caserta, cassonetti in strada fuorilegge
I container contrastano con l'ultimo decreto

Cassoni scarrabili fuorilegge. Tutto da rifare al Comune di Caserta. Il piano di raccolta differenziata messo in atto dall'amministrazione Petteruti con l'ausilio dei container contrasta infatti con le indicazioni contenute nell'ultimo decreto dell'ex ministro all'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio (la pubblicazione in Gazzetta ufficiale è del 28 aprile scorso) che rivoluziona la raccolta dei rifiuti solidi urbani. Niente più cassoni per strada quindi ma solo «centri di raccolta» opportunamente attrezzati nei quali conferire i rifiuti attraverso il sistema «porta a porta». Un nuovo fulmine a ciel sereno per il governo cittadino che negli ultimi tre mesi ha speso oltre un milione di euro per il noleggio dei cassoni, il fitto dei mezzi e la gestione dell'emergenza. Il Comune ha 120 giorni di tempo per adeguarsi alla nuova disciplina - molto simile a quella prevista per la realizzazione delle isole ecologiche - e ancora meno per individuare una soluzione indolore che consenta di sostituire il piano rifiuti avviato con i container senza troppe ripercussioni sulla città. Secondo i dettami del decreto infatti l'ente dovrà individuare le aree in cui realizzare i centri di raccolta che dovranno essere recintati e dotati di una pavimentazione impermeabilizzata per il deposito dei rifiuti oltre che di una barriera esterna per minimizzare l'impatto visivo dell'impianto sottoposto a costanti lavori di manutenzione. Qui - e non più in strada - dovranno essere sversati sia l'umido che il secco riciclabile (carta, cartone, vetrone, legno, ferro, plastica e non solo) oltre a imballaggi e rifiuti ingombranti. Buone nuove intanto per i 175 lavoratori della Sace che ieri hanno effettuato uno sciopero di 24 ore con tanto di sit-in nei corridoi del Comune per rivendicare la mensilità di aprile. La società, che si è detta impossibilitata a erogare gli stipendi, ha scaricato infatti la patata bollente sull'amministrazione comunale accusata di non aver ancora saldato il debito di oltre 15 milioni di euro maturato nei confronti della Sace. Da un incontro in Prefettura al quale hanno preso parte ieri pomeriggio anche i sindacati e al termine del quale il Comune si è impegnato a versare, entro un paio di giorni, un importo di 360mila euro per far fronte ai salari dei lavoratori. Ciò non significa però che l'Ente rinuncerà a comminare una serie di penalità all'azienda per i disservizi causati fino ad ora. Per il nuovo bando di gara per la gestione del ciclo integrato il Comune non ha ancora sciolto la riserva sull'aggiudicazione del servizio di igiene urbana anche se da più parti sembra farsi largo l'ipotesi di un mancato affidamento. Al riguardo l'Ente ha chiesto ai lavoratori dieci giorni di tregua, il tempo necessario per espletare tutte le procedure di legge, al termine dei quali convocherà un nuovo incontro in Prefettura per effettuare il passaggio di cantiere oppure, in caso di non assegnazione, per valutare le possibili alternative. I rallentamenti e le inefficienze degli impianti intanto hanno gettato nuovamente la città in uno stato di emergenza. Cassoni stracolmi e cumuli di rifiuti fanno bella mostra di sé da oltre una settimana in ogni angolo di strada.

Daniela Volpicina- Il Mattino del 14/05/2008 - www.ilmattino.it

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