Delitto Bidognetti, oggi l'autopsia
Questura potrebbe vietare il corteo funebre

Conclusa nella giornata di sabato la prima tornata di perquisizioni e interrogatori, gli investigatori a lavoro sull’omicidio di Umberto Bidognetti si aspettano alcune conferme dall’autopsia del cadavere dell’anziano che dovrebbe tenersi questa mattina all’istituto di medicina legale dell’ospedale di Caserta. Già subito dopo l’omicidio, avvenuto venerdì in una masseria delle campagne di Castelvolturno, i carabinieri avevano parlato di almeno 13 colpi di pistola sparati da due, o addirittura tre armi. Attorno al corpo del sessantanovenne Umberto Bidognetti erano stati trovati i bossoli di una 9x21 e le ogive di una 357 magnum. Ma l’esame autoptico potrebbe svelare la presenza di altri proiettili di diverso calibro confermando in pratica ciò che già è emerso sabato quando sono state ritrovate due auto bruciate, usate dai killer: ossia che il commando era composto da più tre persone, a differenza di quanto rilevato subito l’omicidio. Gli investigatori ritengono che all’esecuzione abbiano partecipato almeno sette persone, una cifra che rivela da sola la portata anche simbolica dell’azione omicida, un monito ma anche la dimostrazione di una forza che la frangia bidognettiana dei Casalesi vuol far capire di non aver mai perso. Subito dopo l’autopsia la salma dovrebbe essere messa a disposizione dei familiari che, in teoria, già oggi pomeriggio, potrebbero far svolgere i funerali, probabilmente alla chiesa dello Spirito Santo di piazza Villa a Casal di Principe. Al momento però non si conosce ancora la data delle esequie. Solo oggi, se verrà effettuata l’autopsia, verrà presa una decisione. In casi analoghi tuttavia la Questura ha vietato il trasporto solenne della salma. Probabilmente anche in questa occasione ci si regolerà in questo modo. Il questore Carmelo Casabona deciderà nelle prossime ore dopo essersi consultato con il prefetto Ezio Monaco: un summit giustificato da concreti motivi di ordine pubblico. Si teme, come già dichiarato dal Procuratore generale Vincenzo Galgano, un ulteriore colpo di coda del gruppo di fuoco del clan Bidognetti rinforzato dalla latitanza di Giuseppe Setola, uno dei gregari più fidati del boss recluso al 41bis Francesco Bidognetti. Alle esequie ci saranno infatti tutti i familiari di Umberto Bidognetti e di suo figlio Mimì, anche coloro insomma che potrebbero essere ancora bersaglio dei killer, come il figlio del pentito, il diciassettenne che venerdì mattina è scampato all’omicidio del nonno solo perché era rimasto a casa a dormire. La Questura potrebbe decidere di far svolgere le esequie in forma privata, o anche in ospedale, come già avvenuto altre volte. A distanza di tre giorni dall’omicidio, emergono intanto ulteriori particolari sul comportamento del padre del collaboratore Mimì Bidognetti rispetto alla scelta del figlio di pentirsi. Il sessantanovenne Umberto, come i suoi familiari, non solo aveva rifiutato la protezione delle forze dell’ordine; ma non aveva nemmeno segnalato a carabinieri e polizia l’abitudine quotidiana di recarsi alla masseria dove è stato ucciso. Di solito infatti, le forze dell’ordine effettuano comunque una vigilanza saltuaria sui familiari dei pentiti ma, di quell’allevamento nelle campagne di Castelvolturno, non sapevano nulla. I killer hanno quindi potuto agire indisturbati.

Antonio Pisani - Il Mattino del 05/05/2008 - www.ilmattino.it

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