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Nas al Moscati, chiude Pediatria
La relazione dell'Asl Ce 2 impone lo stop |
Aversa. «Mentre la gente è distratta dai risultati delle elezioni politiche, viene chiusa la pediatria dell’ospedale San Giuseppe Moscati di Aversa. Siamo alla cronaca di una morte annunciata. C’è stata una lunga agonia, nessuno ha mosso un dito per evitare la chiusura». Mimmo Perri, consigliere regionale della Società italiana di pediatria e componente della commissione nazionale del pronto soccorso pediatrico, così commenta la chiusura del reparto. E continua: «Dove sono i politici dell’agro aversano? I sindacati medici e del comparto dove sono? È stata violata la Carta sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza approvata dalle Nazioni Unite, che assicura al bambino le cure necessarie per il suo benessere. Dove finiranno i bambini che necessitano di ricovero? Sarà un pellegrinaggio, nella migliore dell’ipotesi saranno ricoverati presso la struttura di Santa Maria Capua Vetere, ma anche fuori provincia, con gravi disagi dei famigliari e traumi per i piccoli pazienti. Tutti tacciono. Perché?». L’ufficialità della notizia è giunta soltanto ieri, quando il sindaco di Aversa Mimmo Ciaramella (che ha tenuto a precisare come il suo sia un atto tecnicamente dovuto a seguito della trasmissione del verbale di ispezione), competente in materia quale responsabile della salute pubblica sul territorio, è stato costretto a prendere la decisione a seguito della richiesta dei Nas di Napoli di effettuare un’ispezione specifica. Cosa che fu fatta il 26 marzo scorso dalla Uopc dell’Asl Ce2 che rilevò una lunga lista di «inconvenienti», come vengono chiamati nel verbale di ispezione. «Inconvenienti» che, in verità, si riducono per lo più ad arredi arrugginiti e a pavimentazione sconnessa, oltre che del bisogno di tinteggiatura di alcuni locali. Sull’episodio interviene anche il rappresentante della Cisl-Medici Carlo Cioffi: «Siamo di fronte a una situazione paradossale. Con quelle motivazioni dovrebbero praticamente chiudere tutti gli altri reparti della vecchia ala che sono nelle stesse condizioni, se non peggiori. A turno doveva essere effettuata la manutenzione dei diversi reparti e i locali attualmente occupati da otorinolaringoiatria dovevano essere utilizzati come locali di passaggio, deposito per i reparti dove erano in corso lavori, ma così non è stato. Hanno chiuso pediatria nonostante gli sforzi dei medici che, a fronte della solita carenza in organico, hanno sempre e comunque assicurato la loro presenza. Il Moscati serve un’utenza di circa trecentomila persone e non si può chiudere un reparto come pediatria che ha al suo attivo oltre ventimila interventi di pronto soccorso pediatrico e 1300 ricoveri annui. Come operatori del settore chiediamo un impegno concreto alla dirigenza della struttura sanitaria affinché il territorio aversano non perda l’ennesimo servizio».
Nicola Rosselli - Il Mattino del 16/04/2008 - www.ilmattino.it
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